Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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  Eventi Numero 142, Estate 2015   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Albeisa: il CDA Riconferma il Presidente


 
Riconfermato il vertice dell'associazione Albeisa, fondata nel 1973 per promuovere e valorizzare i vini dell'albese attraverso l'omonima e caratteristica bottiglia. Giovedì 12 giugno il consiglio di amministrazione ha riaffidato il mandato per i prossimi tre anni ad Alberto Cordero di Montezemolo, dell'Azienda Agricola Monfalletto che a 34 anni prosegue quindi nella guida della più rinomata realtà dedicata alla promozione dei produttori di Langhe e Roero. Albeisa è conosciuta in tutto il mondo anche per essere l'organizzatrice dell'evento Nebbiolo Prima, anteprima mondiale di questi tre grandi vini, definito “wine summit italiano per eccellenza”. L'associazione ha quindi deciso di continuare a puntare sui giovani ma anche su nuovi volti e sulle “quote rosa” nel cda, a conferma di come il gioco di squadra sia un punto fondamentale nella politica di Albeisa.
«Sono chiaramente felice di potere ricoprire questa carica importante per altri tre anni - ha commentato soddisfatto Alberto Cordero di Montezemolo - Sono stati riconfermati i componenti del consiglio di amministrazione e ne sono stati accolti di nuovi, tutte donne». L'incremento della produzione è uno degli obiettivi principali per i prossimi tre anni: «Nel complesso - prosegue - i soci di Albeisa sono molto soddisfatti di come sta procedendo la nostra attività: solamente nel 2014 sono state prodotte e commercializzate 16 milioni delle nostre bottiglie speciali ma abbiamo pianificato di continuare ad aumentare questi numeri già nel corso del 2015».
Una soddisfazione che emerge anche dall'ultima edizione di Nebbiolo Prima, evento clou organizzato dall'associazione: «Crediamo molto in questa anteprima internazionale, diventata punto di riferimento sia in Italia sia a livello globale - continua il presidente - Quest'anno abbiamo ospitato cento giornalisti provenienti da trentacinque Paesi e, di pari passo, aumenta la partecipazione dei produttori. Questa crescente adesione permette quindi alla stampa di settore di avere una visione sempre più globale del territorio, trasmettendo i nostri valori e quelli dei nostri vini a migliaia di appassionati e consumatori in tutto il mondo».
La riconferma di un presidente giovane ribadisce anche dinamismo e apertura verso l'estero, da sempre capisaldi della filosofia di Albeisa. Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Corea, Danimarca, Germania, Giappone, India, Norvegia, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera, sono solamente alcuni dei Paesi in cui le etichette dei produttori soci di Albeisa hanno ormai consolidato il proprio nome.

Il Tempo, Monsieur e Plaza Uomo i vincitori del Premio Ferrari

“Il coppolone” apparso sulla prima pagina de Il Tempo, storico quotidiano di Roma, il 3 dicembre 2014, ha vinto l'ottava edizione del premio Ferrari “Titolo dell'Anno”. Questa la motivazione con la quale la giuria, composta da grandi personalità della cultura e del giornalismo, gli ha attribuito la vittoria: “ un titolo che, con il supporto di una grafica di notevole impatto, è già passato alla storia. Perché l'unica parola, coppolone, che evoca il cupolone, simbolo di Roma, e l'immagine, una coppola per l'appunto, rendono immediatamente l'idea di uno scandalo tra i più devastanti nell'ultima cronaca italiana e i cui effetti sono tutt'altro che conclusi”.
Incoronato, per “La Copertina dell'Anno”, Monsieur, il mensile edito da Swan Group, ora rinominato Arbiter, che nel maggio 2014 ha proposto un'articolata riflessione sul presente e il futuro della cucina italiana. Questa la motivazione: “La copertina spicca per la raffinatezza e la cura del dettaglio della rielaborazione grafica: Massimo Bottura, come un personaggio di Arcimboldo, è reinterpretato con i prodotti tradizionali della sua terra, perché la cucina per rinnovarsi deve tornare al passato. Lo strillo, “Dietro la maschera del food”, propone una chiave di lettura originale per salvare l'intelligenza del cibo”.
Sia a Il Tempo sia a Monsieur, quali vincitori del Titolo e della Copertina dell'Anno, premio che è chiamato a riconoscere la fantasia, la creatività e il lavoro di squadra nei giornali italiani, andranno 1.000 bottiglie di Ferrari Brut. Così come al magazine svedese Plaza Uomo, che si è aggiudicato il Premio Ferrari “Arte di Vivere Italiana - Articolo dell'Anno”, dedicato alla stampa straniera che abbia valorizzato il bello, il buono e il ben fatto del nostro paese.
La proclamazione è avvenuta giovedì 18 giugno all'interno di Expo Milano 2015, nel corso di una serata condotta dalla direttrice di RaiNews24 Monica Maggioni, che ha visto un interessante dibattito sull'arte di vivere italiana e sulla percezione del nostro paese nel mondo. La serata si è conclusa con un dinner party al Ferrari Spazio Bollicine, il ristorante winebar all'interno del Padiglione Eataly, che si affaccia con una bella terrazza sul Decumano.
In vista della prossima edizione, è possibile segnalare titoli e copertine, nonché articoli rappresentativi dell'Arte di Vivere Italiana apparsi sulla stampa estera, sul sito Ferrari nella sezione dedicata al Premio http://www.ferraritrento.it/premioferrari

Successo per la Lectio Magistralis del Prof. Hofmann all'Università di Verona

L'azienda Tedeschi, con i suoi vini, è stata protagonista di un interessante studio di chimica svolto dal Prof. Thomas Hofmann, che è stato presentato venerdì 19 giugno alle ore 15:30 nell'Aula T2 del Polo Zanotto dell'Università di Verona. Lo studio ha svelato quali sono le molecole che colpiscono i nostri sensi quando si beve un vino e quali sono le differenze tra un'analisi olfattiva e un'analisi gustativa.
La lectio magistralis del Prof. Thomas Hofmann, Direttore del dipartimento Food Chemistry and Molecular Sensory Science della Technische Universitat di Monaco, dal titolo “Nature's chemical signatures of smell and taste. From molecule to wine perception” si è svolta durante l'incontro “Ricerca e Innovazione delle Università del Veneto nel comparto vitivinicolo”, organizzato da Veneto Innovazione in collaborazione con le università venete.
Degustare un vino è una profonda, intensa esperienza sensoriale olfattiva e gustativa. Il Professore ha spiegato nel suo seminario come è possibile scomporre nelle sue componenti chimiche le impronte del profumo, dell'odore e del gusto di un vino. Identificare le molecole chimiche che colpiscono i nostri sensi e li impressionano per sempre è la frontiera scientifica e psicologica dell'analisi sensoriale del vino. I determinanti molecolari della percezione autentica del gusto dei vini rossi sono stati identificati mediante l'approccio SENSOMICS e validati da esperimenti scientifici sul gusto.
Innovativo l'aspetto della ricerca che mette in luce proprio l'azione svolta dalle molecole del gusto; sino ad ora infatti le ricerche si erano concentrate sulla componente volatile, numericamente più ridotta nei profumi chiave rispetto alla sostanze che caratterizzano l'esperienza gustativa.
Impressionante è stato riscontrare che, pur nel loro numero elevato, è sufficiente e necessario identificare 28 odoranti chiave e 35 gusti principali per la ricostruzione autentica del vino Amarone. La ricerca evidenzia come il cervello codifica l'esperienza sensoriale e percettiva unica tramite una sintesi di imput chimicosensoriali combinati, piuttosto che attraverso singole molecole.
Curiosamente i singoli codici chimicosensoriali di alcuni vini rossi e campioni di vino bianco sono risultati essere compresi in uno stesso cluster, o gruppo di tastants chiave, tuttavia ciascuno in una concentrazione diversa a seconda dei vini. Ciò significa che è la concentrazione piuttosto che la struttura chimica di singoli profumi/sapori, che innesca la percezione del sapore del vino - ed è il potenziale sapore genetico delle uve, la tradizionale abilità e maestria del vinificatore, combinate con una nuova scientifica conoscenza, che contribuirà a guidare ancora meglio le pratiche di produzione del vino, definendo meglio le caratteristiche uniche del brand che determinano le preferenze sensoriali di vini come l'Amarone.
Se negli ultimi 30 anni l'analisi olfattiva è stata oggetto di numerosi studi, la ricerca di Hofmann è innovativa dunque perché prende in considerazione anche altri aspetti, in particolare quelli che vanno a determinare il gusto. Questo metodo di ricerca è l'unico riconosciuto valido per l'identificazione di sostanze sensoriali coinvolte nel gusto dei vini e degli alimenti.
Le prime pubblicazioni scientifiche del Prof. Hofmann in merito all'analisi delle molecole non volatili sensometaboliche risalgono al 2008 e per iniziare il suo studio il Professore selezionò proprio una serie di bottiglie di vino Amarone, tra cui scelse proprio una bottiglia di Amarone della Valpolicella Classico 1997 Tedeschi, grazie alle sue caratteristiche di qualità e piacevolezza.
Non è notizia di tutti i giorni avere un vino della Valpolicella al centro di una ricerca scientifica internazionale che coniuga innovazione e tradizione. Tedeschi è fiera di aver dato il proprio contributo a questa interessante ricerca. Un successo rimarchevole, grazie anche agli sforzi fatti dall'azienda nel saper identificare e interpretare le diversità e le sfumature all'interno del terroir della Valpolicella.






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