Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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  Eventi Numero 147, Gennaio 2016   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Prima del Torcolato: Appuntamento il 17 gennaio 2016


 
Sono state vendemmiate a settembre. Sono state scelte - grappolo per grappolo - per affrontare quattro mesi di asciugatura. Sono state protette nei fruttai delle cantine “Breganze DOC” per tanto tempo e la terza domenica di gennaio saranno finalmente spremute. Sono le uve di Vespaiola della vendemmia 2015, destinate alla produzione del Torcolato, l'oro dolce di Breganze, che saranno le protagoniste della ventunesima edizione della “Prima del Torcolato”.
L'appuntamento è la terza domenica di gennaio, ossia il 17 gennaio 2016, in piazza Mazzini a Breganze: le uve di tutti i produttori della zona DOC saranno unite nell'antico torchio per produrre il primo mosto del nuovo Torcolato, gioiello dell'enologia vicentina che vanta sempre più estimatori in tutto il mondo.
La manifestazione sarà come sempre un'occasione di festa, con rievocazioni di tradizioni locali e d'antichi mestieri, mercatino dei prodotti tipici e degustazione finale del mosto appena prodotto, che sarà offerto al pubblico in segno di augurio per un'annata che si preannuncia straordinaria grazie all'andamento climatico particolarmente favorevole.

Matteo Lunelli nominato Presidente di The International Wine and Spirit Competition

Continua il momento estremamente positivo per le Cantine Ferrari che, tra gli importanti riconoscimenti degli ultimi mesi, vede il suo Presidente Matteo Lunelli nominato Presidente di “The International Wine and Spirit Competition” (IWSC) per l'anno 2016.
Il passaggio di consegne il 27 novembre a Londra riporta questa carica in Italia dopo esattamente vent'anni. Era stato infatti il Marchese Leonardo de' Frescobaldi nel 1995 a ricoprire questo ruolo, unico italiano dopo il Marchese Piero Antinori nel 1988.
Ogni anno il Presidente di IWSC viene selezionato dal comitato del concorso, che sceglie tra figure influenti del mondo del vino e dei liquori. Arrivato alla sua quarantaseiesima edizione IWSC promuove e premia i migliori vini, distillati e liquori al mondo con un attentissimo processo di valutazione, che vede impegnati oltre trecento tra Masters of Wine, sommelier, buyer, educatori qualificati WSET e grandi nomi del giornalismo del vino. Quest'anno sono stati giudicati prodotti da ben 90 diversi Paesi.
Allen Gibbons, Amministratore Delegato di IWSC ha commentato così la nomina di Matteo Lunelli: «L'attività principale del nostro concorso è la continua ricerca dell'eccellenza e il riconoscimento dei migliori vini, distillati e liquori di tutto il mondo. Matteo è una figura di spicco di questo settore e rappresenta dunque un perfetto ambasciatore per qualità e valori; siamo onorati di averlo come nostro Presidente per il 2016».
Matteo Lunelli, a sua volta, ha affermato: «Sono estremamente onorato di questa nomina, poiché IWSC è un concorso di grande prestigio internazionale. Spero di enfatizzare il suo importante ruolo nell'educare il consumatore a comprendere a fondo la bellezza della diversità dei territori e delle tradizioni del vino; credo che un grande vino rappresenti la poesia della sua terra e sia sempre espressione di un territorio unico». 
Matteo Lunelli è alla guida delle Cantine Ferrari dal 2011 e rappresenta, con i cugini Marcello, Camilla e Alessandro, la terza generazione della famiglia Lunelli impegnata in azienda. È inoltre Amministratore Delegato del Gruppo Lunelli, che riunisce intorno a Ferrari altre eccellenze del bere italiano, quali l'acqua minerale Surgiva, la grappa Segnana, i vini fermi trentini, toscani e umbri delle Tenute Lunelli e il Prosecco Superiore di Valdobbiadene Bisol.

La Biodiversità è la Chiave per Sviluppare la Salute e le Potenzialità del Vigneto

Il 20 novembre scorso a Scandicci (Firenze) l'Associazione VinNatur ha presentato i primi risultati del progetto triennale sulla fertilità biologica dei suoli e lanciato un secondo progetto sul monitoraggio della biodiversità all'interno del sistema vigna. L'incontro, riservato ai soci VinNatur ha visto protagonisti agronomi e naturalisti impegnati in vari progetti e iniziative accomunate da un approccio completamente nuovo alla vigna e soprattutto al suolo sul quale essa insiste, vero e proprio patrimonio prezioso di ogni viticoltore.
Ad aprire il convegno l'intervento dell'agronomo dott. Ruggero Mazzilli, fondatore della Stazione sperimentale per la viticoltura sostenibile di Panzano in Chianti, che ha condiviso con i vignaioli la sua lunga esperienza nella gestione del vigneto naturale, spiegando ed esemplificando con chiarezza le metodologie per arrivare ad un equilibrio vegeto-produttivo, senza tralasciare la fertilità biologica di ogni suolo. Ha inoltre approfondito un tema nuovo ma molto interessante, ovvero le prove sperimentali che sta effettuando con vari induttori di resistenza che possono aiutare le viti a rinforzare le proprie difese naturali e quindi ad affrontare più efficacemente patologie e stress.
Il dott. Stefano Zaninotti, agronomo e responsabile del team di esperti del gruppo Vitenova vine wellness ha presentato i primi risultati emersi dal progetto triennale “fertilità biologica dei terreni”, che VinNatur ha intrapreso nel 2014.
Dai sopralluoghi e dalla raccolta dei dati, avvenuta periodicamente nelle 15 aziende agricole socie coinvolte, si sono potute definire le condizioni dei terreni e stabilire le misure necessarie per riportare in equilibrio quelli in squilibrio o in situazioni di difficoltà, dovute soprattutto a una scarsa respirazione o a un'attività microbiologica discontinua, o alterata da errate pratiche agricole.
Zaninotti e i suoi collaboratori, insieme al Presidente VinNatur Angiolino Maule, hanno poi introdotto un nuovo progetto di ricerca “il vigneto e il supporto dei naturalisti” che si presenta quale ideale prosieguo di quello in corso sui suoli, ma allo stesso tempo aggiunge elementi di grande novità.
Vi è, innanzitutto, l'approccio al vigneto quale sistema complesso, che possiede una biodiversità determinata dalle interazioni che si vengono a creare fra la fauna, la flora, il suolo e il bilancio naturale dell'ambiente. Maggiore è la biodiversità che caratterizza il sistema, maggiore è il suo potenziale e maggiori sono il suo equilibrio e la sua capacità di auto-regolarsi. Questo significa maggiore salute. Da qui nasce la necessità di monitorarne lo stato e studiare il modo di incrementarne la biodiversità.
Gli interventi degli esperti hanno di volta in volta evidenziato gli ambiti sui quali vengono effettuati i monitoraggi, le indagini, le analisi dei dati e stabiliti i percorsi di riequilibrio in "aiuto" alla natura. La micro-biologa dott.ssa Irene Franco Fernandez, ha illustrato il ruolo specifico della biologia nella misurazione delle condizioni di fertilità di un terreno attraverso vari indici, fra i quali i più importanti risultano essere la biomassa e il quoziente di respirazione.
Il botanico, dott. Cristiano Francescato, si è soffermato invece sulla flora quale indicatrice di qualità dell'ecosistema vigneto. In particolare ha affrontato concetti quali la determinazione di quali siano le specie autoctone o aliene, che pure hanno trovato condizioni adeguate alla sopravvivenza all'interno del sistema vigna. Perché è necessario assumere il maggior numero di informazioni possibili sull'identità naturale dell'ambiente vitato.
Infine, la dott.ssa Costanza Uboni, entomologa, ha coinvolto e affascinato la platea con il racconto del suo lavoro per stabilire la biodiversità entomologica complessiva di una vigna, attraverso la cattura e il riconoscimento delle varie famiglie di insetti che colonizzato il terreno. Questo perché: «quante più morfospecie di insetti vivono in una vigna, tanto più essa è in equilibrio».
A conclusione del convegno le parole di Angiolino Maule: «Con questo nuovo progetto, ribadiamo ancora una volta la nostra scelta di collaborare con la scienza, perché riteniamo che questa sia la via maestra per poter conoscere e di conseguenza calibrare i nostri interventi in vigna, in modo da ritrovare nel calice ciò che le radici delle viti hanno potuto raccogliere e trasformare, ottenendone un vino naturale, il più possibile sano. Si tratta di iniziative impegnative, sia in termini di energie che di costi per la nostra associazione, ma secondo noi praticare una viticoltura sana e sostenibile per l'ambiente e per l'uomo, è possibile. Noi ci crediamo. E crediamo che diffondere cultura, fra i produttori nostri soci e fra gli appassionati di vini, sia fondamentale perché i primi producano e i secondi consumino con consapevolezza».






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