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Castello di Spessa

In un suggestivo castello del 1200 posto in una collina e immerso nel verde di un magnifico parco, la sede della celebre cantina Goriziana domina dall'alto i vigneti aziendali dai quali si producono i suoi vini

 Quando si parla dei vini del Castello di Spessa è praticamente impossibile non citare anche la ricca e lontana storia dei luoghi in cui si producono. Immerso in una collina di Capriva del Friuli nella provincia di Gorizia - uno dei centri più rappresentativi della celebre area vinicola DOC del Collio - il Castello di Spessa non è solamente un'interessante realtà che produce vino. Qui si produce anche un'eccellente grappa riserva maturata per molti anni in botte e il castello è inoltre un luogo in cui si può respirare un'aria antica di storie che si perdono addirittura fino ai tempi dell'Impero Romano. Oggi nella storica costruzione si trova una delle più interessanti realtà vinicole del Collio Goriziano - ma anche del Friuli Venezia Giulia - e che in poco più di venti anni è stata capace di affermarsi nello scenario enologico con i suoi ottimi vini.


Il Castello di Spessa
Il Castello di Spessa

 Le origini del Castello di Spessa si nascondono fra mistero e leggenda e, nonostante non esista una testimonianza attendibile, pare sia stato costruito ai tempi dell'Impero Romano e le sue torri furono utilizzate per l'avvistamento e la difesa. Le poche notizie scritte sul Castello di Spessa fanno risalire la sua costruzione alla fine del 1200 e da quel momento pare abbia avuto un destino piuttosto movimentato. La proprietà passò infatti a diverse casate nobiliari e qui soggiornarono molti ospiti illustri di diverse epoche, di cui il più celebre fu Giacomo Casanova. Nell'inverno del 1773 il Conte Luigi della Torre Valvassina invitò Giacomo Casanova a trascorrere un periodo di riposo nel suo castello: una visita che ancora oggi è ricordata nella lunga storia di questo luogo e che la cantina ha voluto ricordare dedicando all'illustre personaggio uno dei suoi vini.

 L'aspetto attuale del Castello di Spessa è frutto della ricostruzione avvenuta nel 1881 ad opera dell'architetto Triestino Ruggero Berlam, allievo di Camillo Boito. Non si trattò infatti di un restauro ma di una vera e propria ricostruzione condotta secondo i canoni architettonici e artistici del XIX secolo. Oggi nel Castello di Spessa - oltre a produrre eccellenti vini - si svolge anche una fervente attività culturale e ricettiva. L'azienda ha dedicato al suo più illustre ospite il premio letterario “Giacomo Casanova Castello di Spessa” che si assegna agli autori le cui opere sono ispirate a valori di libertà intellettuale, di tolleranza e apertura culturale. Nella sala convegni “Casanova” si svolgono inoltre numerose manifestazioni artistiche e culturali e nel castello si trova inoltre un museo dedicato al celebre personaggio veneziano del settecento. Nel castello si trovano inoltre un ristorante - la Tavernetta al Castello - un albergo e appartamenti per gli ospiti che desiderano soggiornare in completa libertà.


La cantina di maturazione dei vini
La cantina di maturazione dei vini

 Il Castello di Spessa è anche un luogo in cui si producono vini, un'attività la cui celebrità fu testimoniata anche da Giacomo Casanova: «Il Conte Torriani aveva vigneti d'uve bianche e il vino era eccellente: gli dava una rendita di mille zecchini». Č proprio la trecentesca cantina di affinamento a rappresentare il cuore del Castello di Spessa, la più antica del Collio Goriziano. Lo sviluppo della coltivazione della vite fu merito del conte Francese Theodore de la Tour, tuttavia le cantine, unica testimonianza dell'antica e originale struttura, risalgono addirittura al duecento. Queste cantine si sviluppano in due livelli: il primo e il più antico, costituisce un'eccellente cantina di maturazione in cui si svolgono anche degustazioni guidate di vini, più sotto, al termine di una scalinata di settanta gradini e ad una profondità di 15 metri, si trova il secondo livello ricavato in un rifugio costruito dagli Italiani negli 1930 durante la guerra. La sua struttura di cemento armato garantisce una temperatura costante di 14° per tutto l'anno e in queste condizioni ottimali, in mezzo alle antiche volte della cantina, maturano pazientemente i vini del Castello di Spessa.

 Le terre del Collio sono rinomate per la produzione di ottimi vini ed è qui che si trovano i vigneti del Castello di Spessa. La tenuta si trova nei declivi a ridosso del confine con la Slovenia e si estende per 30 ettari. Qui le viti beneficiano di un terreno costituito da marne e arenarie di origine eocenica, di un clima favorevole grazie alla protezione offerta a nord dalle Prealpi Giulie e al benefico influsso del vicino mare Adriatico che mitiga le escursioni termiche. Al Castello di Spessa ogni vino nasce dalla ricerca appassionata e costante della qualità. Questo processo inizia nella vigna, alla quale viene dedicata una particolare cura e attenzione, prosegue con la raccolta, svolta rigorosamente a mano e con una severa selezione dei grappoli. Le uve vengono quindi avviate ai processi di produzione: una spremitura soffice a temperatura controllata in modo da garantire una composizione ottimale di aromi, struttura e equilibrio, con il chiaro obiettivo di produrre vini di notevole longevità.


 

 Una scrupolosa selezione delle uve e una cura per i dettagli della produzione, danno vita ai cru del Castello di Spessa, i rossi Conte di Spessa, Casanova e Torriani affinati in barrique di rovere di Allier, Tronçais e Nevers nei sotterranei del castello; i bianchi Di Santarosa e Segrè ottenuti per criomacerazione in modo da estrarre i delicati ed eleganti aromi dalle bucce che conferiranno eleganza. I vini proposti dal Castello di Spessa sono certamente convincenti: un'ottima qualità che è presente in ogni vino e che conferma gli sforzi produttivi e la serietà della cantina Goriziana. Anche i vini della linea base - tutti prodotti con uve a bacca bianca - sono convincenti così come i vini “cru”: aromi eleganti e raffinati con un gusto fresco e piacevole. Conclude la produzione di Castello di Spessa la meravigliosa “Grappa Riserva del Conte 1987”, distillata con alambicco discontinuo a vapore in caldaiette di rame e invecchiata per 15 anni nelle barrique utilizzate per la maturazione del vino Pinot Bianco di Santarosa.

 




Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Collio Pinot Grigio 2003, Castello di Spessa (Italia)
Collio Pinot Grigio 2003
Castello di Spessa (Italia)
Uvaggio: Pinot Grigio
Prezzo: € 14,50 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di biancospino, mela e susina seguite da aromi di ananas, acacia, ginestra, pompelmo e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina e mela. Questo vino matura in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Pesce alla griglia, Zuppe di funghi, Paste ripiene con verdure, Risotto con crostacei



Collio Pinot Nero Casanova 2001, Castello di Spessa (Italia)
Collio Pinot Nero Casanova 2001
Castello di Spessa (Italia)
Uvaggio: Pinot Nero
Prezzo: € 21,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di pesca, bosso, ananas e banana seguite da aromi di ginestra, limone, mela, litchi, peperone, pera, pompelmo e sambuco. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e ananas. Un vino ben fatto. Questo Sauvignon Blanc matura in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Carne arrosto, Carne saltata con funghi, Paste ripiene



Collio Sauvignon Segrč 2003, Castello di Spessa (Italia)
Collio Sauvignon Segrè 2003
Castello di Spessa (Italia)
Uvaggio: Sauvignon Blanc
Prezzo: € 20,00 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di legno tostato, ciliegia e fragola seguite da aromi di ciclamino, lampone, vaniglia, pepe rosa, liquirizia, cacao e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico, buona freschezza e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia, lampone e fragola. Questo Pinot Nero matura in barrique per 24 mesi.
Abbinamento: Zuppe di verdure e di funghi, Pasta e risotti con crostacei, Pesce arrosto



Collio Pinot Bianco di Santarosa 2001, Castello di Spessa (Italia)
Collio Pinot Bianco di Santarosa 2001
Castello di Spessa (Italia)
Uvaggio: Pinot Bianco
Prezzo: € 18,50 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria
Questo vino si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana, susina e legno tostato seguite da aromi di ananas, mela, nocciola, pera, pompelmo, biancospino e accenni di lavanda. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, pera, banana e nocciola. Un vino ben fatto. Questo Pinot Bianco matura per 9-12 mesi in barrique.
Abbinamento: Pesce arrosto, Zuppe di pesce, Carne bianca arrosto, Pesce stufato con funghi



Collio Merlot Torriani 2001, Castello di Spessa (Italia)
Collio Merlot Torriani 2001
Castello di Spessa (Italia)
Uvaggio: Merlot
Prezzo: € 20,00 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna, viola appassita e vaniglia seguite da buoni aromi di amarena, ribes, mirtillo, tabacco, liquirizia e accenni di eucalipto e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Torriani matura per 18 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Collio Rosso Conte di Spessa 2000, Castello di Spessa (Italia)
Collio Rosso Conte di Spessa 2000
Castello di Spessa (Italia)
Uvaggio: Merlot (75%), Cabernet Sauvignon (20%),
Cabernet Franc (5%)
Prezzo: € 23,00 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino scuro e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, vaniglia e prugna seguite da aromi di mirtillo, viola appassita, liquirizia, tabacco, cacao, mora e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mora. Un vino ben fatto. Il Rosso Conte di Spessa matura in barrique per 24 mesi.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Castello di Spessa - Via Spessa, 1 - 34070 Capriva del Friuli (Gorizia) - Tel. 0481 639914 Fax. 0481 630161 - Enologo: Domenico Lovat con la consulenza di Gianni Menotti - Anno fondazione: 1981 - Produzione: 100.000 bottiglie - E-Mail: info@castellospessa.com - WEB: www.castellospessa.com


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Giornale di Cantina


 Questa rubrica è riservata ai produttori di vino che intendono rendere note particolari attività produttive, annunciare nuovi prodotti o semplicemente comunicare alla clientela informazioni e promozioni sulla propria attività e i propri prodotti. Inviare le notizie da pubblicare al nostro indirizzo e-mail.

 

Monte Rossa: è operativa la nuova cantina

Inaugurata con l'ultima vendemmia la nuova cantina di Monte Rossa, costata due anni di lavori e un considerevole investimento economico. Si tratta di una struttura avveniristica, pensata appositamente per il Franciacorta: l'azienda di Bornato, tra le prime sul territorio a specializzarsi nel metodo classico, non produrrà più vini fermi, Curtefranca bianco e rosso, scegliendo con decisione la strada delle bollicine. «Ritengo giusto concentrarmi sul Franciacorta, vino-simbolo del territorio», racconta Emanuele Rabotti, patron di Monte Rossa, «e per fare questo ho voluto creare una cantina unica, ispirata alle aziende del vino più moderne del mondo, visitate negli ultimi anni per apprendere i segreti dell'eccellenza».
Strutturata per essere utilizzata 24 ore su 24, la nuova cantina, che sorge vicino alla storica residenza di famiglia, può accogliere 800 quintali d'uva al giorno. Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero, provenienti dai cinquanta ettari governati direttamente, arrivano in azienda in cassette e sono custoditi in una sala climatizzata alla temperatura costante di 18 gradi, in attesa della spremitura. Dopo la cernita manuale, le uve passano sul nastro trasportatore, che le dirige alle presse sopraelevate, spremitrici Coquard orizzontali inclinate, un'esclusiva Monte Rossa per l'Italia, che operano una pressatura soffice dei grappoli. Il mosto fiore, pari al 70 per cento, arriva per caduta, tramite tubazioni, alle vasche di chiarifica e in seguito ai fusti di rovere da 500 litri, dove avviene la fermentazione. Tutti i vini base Franciacorta di Monte Rossa sono fermentati in legno, capace di conferire personalità e “rotondità” a quello che, dopo la lunga rifermentazione in bottiglia, diventerà il “re” delle bollicine italiane.
All'interno della struttura non passa inosservato l'enolift, un originale “ascensore del vino” che sfrutta il principio dei vasi comunicanti. Questa particolare vasca può essere movimentata verticalmente sui tre livelli della cantina, evitando l'impiego di pompe. Č noto che i dispositivi di pompaggio abbiano pesanti controindicazioni: il vino è “scaldato”, subisce uno shock meccanico ed è pesantemente attaccato dai batteri, ai quali, come qualsiasi alimento, è sensibilissimo. Anche la sala delle botticelle presenta un'interessante innovazione: tutti i piccoli fusti di rovere sono collocati su speciali appoggi metallici che permettono di eseguire il “batonnage” semplicemente inclinando con una leggera pressione il recipiente. In questo modo, l'operazione di “rimescolamento” dei lieviti naturali, tanto utili alla “grassezza” del vino, può essere effettuata senza l'apertura del contenitore, riducendo sensibilmente il contatto con l'aria.
All'esterno della cantina, sul piazzale che offre una vista magnifica delle colline fino al parco naturale delle torbiere, verrà a breve sistemata una cuve da mille ettolitri, necessaria per l'assemblaggio delle basi Franciacorta nel corso della primavera seguente alla vendemmia. «Questa nuova cantina multi-livello sfrutta la sapienza del passato, rivisitata in chiave moderna, e ci permette di lavorare in modo efficiente e razionale, curando nel dettaglio ogni aspetto produttivo», dice Emanuele Rabotti, che continua: «Nonostante la notevole capienza, non intendiamo aumentare in modo sostanziale la produzione annua dei nostri Franciacorta, attualmente intorno alle 250 mila bottiglie». Bollicine che, nel caso del Cabochon millesimato, hanno conquistato l'empireo - migliori d'Italia per Gambero Rosso e Slow Food nella Guida vini 2004 - anche se, confessa Rabotti «tutto il nostro impegno in realtà si concentra sulla Prima Cuvée, il nostro Brut senza annata».

Valutazioni sull'annata vitivinicola in Salento

Nessun condizionamento sul mercato della bottiglia rispetto a disponibilità e qualità del prodotto, ma annata con più di qualche problema sul fronte della vinificazione delle masse. Č la fotografia di fine vendemmia 2004 in Salento, scattata da Elio Minoia, enologo della Vitivinicola Daggiano di Manduria e pluripremiato winemaker di diverse etichette Salentine di successo. «Avremo un prodotto ottimo per la bottiglia - assicura l'esperto -, senza flessioni nella qualità. Alcune difficoltà ci saranno solo per quelle produzioni che la grandine ha martoriato, in una ristretta zona che va da Punta Prosciutto a Salice Salentino, proseguendo per Guagnano, sino ad arrivare a Brindisi. Per il resto, annata amara sui mercati dei grossi quantitativi».
Aspetto tutt'altro che trascurabile questo, dal momento che la bontà del raccolto nella sua totalità ha una notevole importanza per il sostegno economico dell'imbottigliato di qualità. Ma quali sono le cause di una vendemmia così poco soddisfacente? A pregiudicare l'annata, nella maggioranza dei casi, sono state mancanze nell'azione di protezione fitosanitaria. «L'evolversi dell'andamento climatico durante il ciclo vegetativo delle piante - spiega Minoia - si è dimostrato favorevole allo sviluppo dell'oidio e soprattutto della peronospora, che hanno sferrato il loro attacco nel periodo compreso tra aprile e gli inizi di agosto». Ciò che però permette oggi di distinguere produzioni integre da produzioni decimate e di bassa qualità sono stati i diversi comportamenti tenuti dai produttori rispetto alla gestione sanitaria dei vigneti. «Secondo una mia analisi - argomenta l'enologo di casa Daggiano - i produttori hanno adottato rispettivamente almeno tre condotte tra loro differenti. Un primo gruppo, responsabile di circa il 5% dell'intera produzione salentina, sopraffatto dalle disgrazie fitopatologiche, ha preferito abbandonare al suo destino i vigneti, non essendo in grado di fronteggiare l'emergenza. Questi produttori, che non fanno dell'attività agricola la loro prima fonte di sostentamento, sono stati costretti a vinificare pochi quantitativi di uva, di pessima qualità, quasi tutta destinata al conferimento in cantine sociali. Un secondo gruppo di produttori, ben più corposo, ha invece avuto il torto di sospendere i trattamenti fitosanitari agli inizi di luglio, come vuole una certa consuetudine contadina di queste parti. Č stata una decisione incauta, dal momento che, oltre al danno di un raccolto minore in quantità e pessimo in qualità (marciume dei grappoli, alta acidità, bassa gradazione), questi agricoltori hanno dovuto subire la beffa delle spese investite nei trattamenti operati nei mesi precedenti».
Un terzo gruppo di produttori, individuato dall'analisi di Minoia, ha invece portato a casa buona quantità e ottima qualità. «Si tratta di quegli agricoltori - spiega l'enologo - che hanno completato il ciclo di protezione fitosanitaria sino al mese di agosto. Non lamenteranno perdite di alcun genere e avranno ottimi risultati di vinificazione». Alla luce di quanto osservato, Minoia azzarda previsioni sull'andamento prossimo dei mercati. «L'imbottigliato non avrà scossoni. Le scorte per vini di eccellenza non mancheranno, anche perché le aziende leader hanno salvato il prodotto, soprattutto le vinicole private. Non prevedo sensibili aumenti dei prezzi al consumo della bottiglia, a meno che qualche imprenditore non abbia difficoltà a fare assorbire nella gestione ordinaria di bilancio le spese sostenute per i numerosi trattamenti fitosanitari. I problemi si presenteranno, invece, per i produttori che hanno conferito un prodotto pessimo alle cantine sociali: saranno inevitabilmente penalizzati sull'ammontare delle liquidazioni. Anche perché già si possono cogliere le prime avvisaglie di crisi sul mercato delle grandi masse: nessuna contrattazione in corso a stagione avviata».



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