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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Crisi dei Vini Rossi? Mon per il Segmento Premium: +200% dal 2010


 
Calo strutturale del vino rosso? Secondo l'analisi dell'Osservatorio Uiv-Vinitaly non è proprio così, anzi, si assiste a un'accelerazione verso il tanto auspicato posizionamento in fascia alta delle denominazioni italiane rossiste più virtuose. In un mercato export trainato dagli spumanti (+6% i volumi nel 2022), in cui i bianchi fermi (+1,3%) e i rosati hanno tenuto, chi sembra soffrire di più è il simbolo enologico per antonomasia: il vino rosso. Ma se è vero che In Italia la tipologia ha fatto peggio di tutte (-4,3% le quantità esportate) – con cali evidenti in particolare nei principali Paesi della domanda, a cominciare dai top 3 (Germania a -5%, Usa -6% e UK -8%) – la scomposizione dei dati di vendita per segmento di prezzo riserva sorprese rilevanti.
L'analisi qualitativa sulle esportazioni dei rossi italiani che emerge a Vinitaly vede infatti le categorie premium (da 6 a 9 euro/litro in cantina) e superpremium (oltre i 9 euro) conquistare quote di mercato molto importanti negli ultimi 12 anni. Per esempio, stante il calo generale dei volumi di rosso esportati, nel 2010 i prodotti sotto i 6 euro rappresentavano a valore i due terzi del mercato; oggi l'inversione di tendenza, con gli over 6 euro al 60% delle vendite. In poco più di 10 anni la crescita del segmento di fascia alta – che vale ora 1,9 miliardi di euro di export – è stata del 200%.
Per l'AD di Veronafiere, Maurizio Danese: «Assistiamo a un cambiamento importante del posizionamento del nostro prodotto; il mondo chiede calici in grado di evocare l'italianità e noi abbiamo le potenzialità di assecondare al meglio questa richiesta di mercato. Il futuro dei nostri rossi passerà anche, necessariamente, dalle piazze emergenti asiatiche, tornate in forze a questo Vinitaly a partire dalla Cina. Dal Dragone sono infatti 130 i top buyer che ospitiamo, a cui si aggiungono operatori della domanda provenienti da 17 Paesi dell'Asia. Inoltre – ha concluso – ripartiremo già ad aprile con un intenso programma di promozione in Cina, dalle masterclass a Vinitaly Chengdu fino alla nostra fiera Wine to Asia a Shenzhen, dall'11 al 13 maggio».
Per il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi: «Diversi mercati di sbocco stanno dando segnali di stanca nei confronti di prodotti di personalità non definita e con caratteristiche organolettiche poco consone all'evoluzione del gusto in atto. Ci troviamo da una parte con molti vini che, pur a prezzi molto accessibili, oggi fanno fatica a vendere; dall'altra con una forte domanda di prodotti di qualità, in linea con l'immagine che tutto il made in Italy è in grado di evocare. un buon segno – ha concluso – ma serve risolvere questo sfocamento in atto tra il mercato e la produzione di molti dei nostri rossi».
A favorire questo trend di valorizzazione delle produzioni rosse, protagoniste in particolare nella ristorazione mondiale a prezzi spesso decuplicati, alcuni tra i principali mercati. A cominciare dagli Usa, avamposto di una tendenza premium (a 480 milioni di euro) che incide per il 72% sul totale vini rossi italiani acquistati (+222% dal 2010). Notevole anche la crescita di prodotti destinati in particolare alla ristorazione in Canada (72% e +141%), Svizzera (76% e +143%), Francia (70%) e Corea del Sud (79%). Quote robuste di prodotti basic persistono invece in UK, Paesi Bassi, Belgio e Russia.
Dai dati – rileva l'Osservatorio Uiv-Vinitaly – emerge chiaramente una divaricazione dei mercati: quelli disponibili ad aprire una nuova fase, trainata dal valore territoriale o di brand, e quelli invece ancorati a una visione statica del vino made in Italy, fatto più di quantità che non di valore intrinseco. La sfida sarà far crescere quelli che oggi si posizionano a metà strada, tra i primi la Germania, che ancora vede il 50% dei volumi nella fascia 3-5,99 euro, ma anche altre piazze importanti come Danimarca, Norvegia, Austria e in generale i Paesi dell'Est europeo, oggi in forte sviluppo, come Polonia e Repubblica Ceca.
Il tour di Vinitaly in Cina, con il sostegno di ICE, farà tappa prima a Chengdu per la masterclass di apertura di con l'unico master sommelier cinese Yang LV e – con la controllata Wine to Asia – per l'organizzazione di un business forum con una delle più influenti piattaforme dedicate al vino in Cina, Wine Sommelier. Si vola poi a Shenzhen, il 14 aprile, nel Padiglione Italiano della Fiera governativa di Hainan, per un tasting e la presentazione dell'Italia a Wine to Asia (11-13 maggio), insieme a ICE e a Fondazione Altagamma. A Shenzhen, manifestazione internazionale di Veronafiere, è attesa la presenza di oltre 450 espositori provenienti da 20 Paesi.

Vino Nobile di Montepulciano: Anche l'Etichetta è Sostenibile

Moderna e gentile, racchiusa nell'acronimo Esg: environmental (ambiente), social (società) e governance. In sintesi è la descrizione della nuova etichetta presentata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano a Vinitaly, in collaborazione con i partner tecnici, la Cooperativa Betadue di Arezzo e la Vecchia Cantina di Montepulciano. Un packaging completamente sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale e di governo delle imprese, come detto, quindi in ogni fase del lavoro: da quello nella vigna, non solo con il rispetto di regole e contratti come già avviene ma anche con gli inserimenti lavorativi di persone fragili che trovano nel lavoro non solo una fonte di reddito ma anche uno strumento per migliorare la condizione di vita. Per passare poi alla fase che si svolge nelle cantine: vinificazione, affinazione e imbottigliamento. Infine un packaging sostenibile al 100%: bottiglia, tappo, etichetta, scatola.
Il risultato finale di questo processo sarà una nuova etichetta del Vino Nobile di Montepulciano. Un processo che verrà avviato nel corso del 2023 e che produrrà i suoi primi risultati sul mercato nel 2024. L'idea è nata dalla collaborazione di tre soggetti: il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, la Vecchia Cantina di Montepulciano e la Cooperativa sociale Betadue di Arezzo. «Una iniziativa che come Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano abbiamo voluto sposare subito e che rientra nelle tante attività in chiave sostenibilità che come Denominazione stiamo percorrendo e che ci hanno permesso di divenire prima denominazione sostenibile certificata con la Norma Equalitas» spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi che continua «per questo abbiamo voluto coinvolgere in questa iniziativa la realtà più grande per numeri nel territorio, la Vecchia Cantina di Montepulciano, anch'essa certificata da Equalitas».
«Questo progetto – commenta Gabriele Mecheri, Presidente Betadue – è un altro passo avanti in una direzione che teniamo ferma da anni: la nostra stella polare è la sostenibilità. La tutela dell'ambiente, la sostenibilità sociale, i diritti dei lavoratori non sono più questioni separate e soggette a tentativi di emarginazione. Sono centrali per le comunità e le imprese e sono racchiuse in un acronimo e cioè Esg. Betadue segue questa strada al suo interno ed è alla costante ricerca di compagni di viaggio in ogni settore. E oggi, qui a Vinitaly, li abbiamo trovati nel Consorzio Vino Nobile e nella Vecchia Cantina di Montepulciano».
Le attività di sostenibilità del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano sono ormai conclamate. Nel 2022 l'ottenimento della certificazione Equalitas come denominazione è stato solo il continuo di tante attività mirate a questo progetto. A Montepulciano il 98% delle aziende ha ridotto i trattamenti convenzionali in vigna. Il 59% ha messo in campo pratiche legate alla cosiddetta agricoltura integrata. Quasi il 70% delle imprese ha scelto l'agricoltura biologica, il 3% quella biodinamica. L'84,4% negli ultimi cinque anni ha investito in formazione e sensibilizzazione sui temi di sicurezza e ambiente. La totalità delle aziende ha dichiarato inoltre di aver ridimensionato l'utilizzo di fitofarmaci e fitosanitari in campo. In tempi di scarsità di acqua, il 69,7% delle imprese vinicole del territorio dichiara di aver attuato pratiche per la riduzione dell'utilizzo di risorse idriche per il processo di vinificazione e il 97% ha guardato alla salvaguardia della biodiversità. Sul fronte della CO2 il 75,8% dichiara di aver avviato pratiche per la riduzione di emissione di gas climalteranti e anche messo in piedi attività di recupero o riciclo di materiali proveniente da scarti di produzione (il 72,7%). Essere sostenibili è un vantaggio anche ai fini della comunicazione e promozione del vino: lo pensa il 78,8% delle imprese. Il 72,7% dei produttori di Vino Nobile di Montepulciano è molto soddisfatto delle attività verso la sostenibilità intraprese dal Consorzio per la denominazione (mediamente soddisfatto il 18,2%, abbastanza il 9,1%). La totalità dei produttori di Vino Nobile di Montepulciano è convinta di aver contribuito anche così al rafforzamento della denominazione, anche investendo in accoglienza in cantina (il 97%).
La cooperativa Vecchia Cantina di Montepulciano, nata nel 1937, è la più antica della Toscana e la più grande del territorio. Oggi conta circa 400 soci, uniti da una grande passione e da un obiettivo comune: garantire prodotti di qualità a un prezzo accessibile, nel rispetto della tradizione e dell'ambiente.
Betadue è una cooperativa sociale di tipo B, che si occupa cioè di inserimenti lavorativi. Sede centrale ad Arezzo, è tra le maggiori della Toscana con una gamma di attività che vanno dall'igiene urbana al verde, dal cibo alla comunicazione. Oltre 400 addetti dei quali il 42% sono proprio inserimenti lavorativi.

Delle Venezie DOC: Positivo il Trend di Imbottigliamenti e Certificazioni nel Primo Trimestre

Chiuse da poco le ultime edizioni delle fiere internazionali per l'industria del vino – Wine Paris & Vinexpo Paris, Prowein e Vinitaly – il Consorzio si prepara per le imminenti attività promozionali in Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Giappone. Intanto, sul lato mercato, il primo trimestre per gli imbottigliamenti va in archivio con il segno più, a conferma del consenso di cui gode la DOC interregionale che riunisce gli operatori del Pinot Grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento.
«La DOC delle Venezie, a oggi il bianco fermo più esportato a livello nazionale, continua ad essere apprezzata e richiesta dai mercati internazionali, che assorbono la quasi totalità del suo imbottigliato (circa il 96%)» afferma Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio di tutela. Il trend di imbottigliamenti nel primo trimestre del 2023 si chiude con un dato positivo: +3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, 1,7 milioni di bottiglie in più; in particolare è stato marzo a fare la differenza, con 148.400 hl di Pinot Grigio delle Venezie DOC imbottigliati – quasi integralmente provenienti dall'ultima stagione produttiva (94%) – il 6% in più sullo stesso mese del 2022. Anche le certificazioni osservano performance importanti, toccando il +8% sui primi tre mesi dell'anno scorso. Si tratta di un bilancio positivo ottenuto anche grazie alla fiducia degli imbottigliatori esteri – e fuori zona sul territorio nazionale – che credono nei valori e negli alti standard qualitativi della DOC, scegliendo il suo Pinot Grigio. A fine marzo la quantità imbottigliata da operatori esteri (per il 97% della stagione produttiva 2022) ha raggiunto infatti i 23.175 hl; i Paesi partner più fedeli restano nell'ordine Germania, USA, Austria, Canada e Regno Unito.
«Delle Venezie è stata a tutti gli effetti la prima Denominazione in Italia capace di aggregare tre Regioni, raggiungendo un totale in media di 240 milioni di bottiglie/anno e unendo oltre seimila viticultori e un migliaio di aziende tra vinificatori e imbottigliatori sotto il cappello di uno stile produttivo iconico. Di questo il Belpaese deve andare fiero: il Pinot Grigio delle Venezie DOC è pura italianità, simboleggiata da uno stile fresco, elegante e versatile, associato alla “Dolce Vita” e sempre più amato dagli stranieri. Ora è importante che anche gli italiani ne riscoprano le potenzialità espressive», afferma il Presidente del Consorzio Albino Armani.
L'ultima edizione di Vinitaly, in particolare, è stata testimone di una crescita di visite allo stand da parte di media, operatori e aziende, interessati ad approfondire le potenzialità del Pinot Grigio Delle Venezie DOC nelle sue diverse espressioni: bianco, ramato e spumante.
Particolare interesse è stato manifestato dagli operatori italiani per le nuove tipologie: il Pinot Grigio Ramato delle Venezie DOC e il Pinot Grigio spumante delle Venezie DOC.
Il Ramato – nome che descrive perfettamente il risultato della vinificazione “tradizionale” del Pinot Grigio, (uva a bacca grigia e non bianca) ossia lasciato macerare con le bucce per il tempo necessario a far acquisire al vino il caratteristico color ramato brillante con riflessi dorati – ha riscosso giudizi positivi soprattutto da parte del pubblico femminile, in virtù del suo carattere al tempo stesso sapido e fresco, nonché delle sue tipiche note floreali e fruttate; ottimo abbinamento con piatti di pesce e carni bianche.
Il Pinot Grigio spumante, invece, ha suscitato interesse come novità per gli aperitivi e i momenti conviviali, in considerazione delle sue note gradevolmente speziate, abbinate a una buona sintonia tra perlage e brillantezza del colore.
La leggerezza, la limitata gradazione alcolica, la freschezza e la versatilità: queste sono le caratteristiche menzionate con maggiore frequenza dagli operatori e dagli appassionati che hanno degustato le varie tipologie di Pinot Grigio delle Venezie DOC presso gli stand del Consorzio di Tutela nelle ultime tre fiere internazionali, apprezzandone lo stile distintivo, intimamente legato al territorio delle Venezie (Friuli, Veneto e Trentino) e fattore chiave del successo di questa DOC, simbolo dell'eccellenza enologica italiana nel mondo.

 


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