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Se ne parlava da tanto, per molti un importante provvedimento utile a contrastare
il difficile momento che sta attraversando il vino, per altri un piccolo passo,
tuttavia – come si dice – sempre meglio di niente. Dopo avere raggiunto
l'intesa fra i Paesi dell'Unione Europea, avvenuto lo scorso dicembre, il
parlamento di Strasburgo ha approvato, quindi ratificato, il cosiddetto
pacchetto vino. La votazione si è espressa con ben 625 voti a favore, 15
contrari e 11 astenuti. Il provvedimento definisce e stabilisce interventi a
favore del sostegno del settore vitivinicolo europeo, soprattutto in
considerazione dell'attuale e, purtroppo, ben nota condizione della produzione e
commercio del vino. Inoltre, introduce norme specifiche per la definizione ed
etichettatura del cosiddetto vino dealcolato. Quest'ultimo aspetto,
evidentemente, di maggiore interesse per i consumatori, in particolare coloro i
quali sono o potrebbero essere interessati a questo prodotto.
I provvedimenti riguardano prevalentemente i produttori e sono pensati per
fornire misure a sostegno delle attuali condizioni, comprese quelle climatiche, e
che – nelle intenzioni – dovrebbero favorire un riequilibrio fra la domanda e
l'offerta. Sono previsti, inoltre, sostegni economici per i produttori qualora si
dovessero verificare particolari condizioni, comprese quelle climatiche, oltre ad
aiuti per la commercializzazione del vino verso i paesi extra europei. Nello
specifico, sono previsti incentivi sia per la crescita economica delle aree
rurali, sia per la promozione dei vini di qualità verso i paesi extra UE, con un
finanziamento fino al 60% delle spese. Inoltre, i paesi membri possono
contribuire ulteriormente fino a un massimo del 30% a favore delle piccole e
medie imprese e del 20% per le grandi. Sono previsti anche sostegni finanziari
aggiuntivi per i produttori impegnati nella promozione dell'attività enoturistica.
Sono previsti sostegni da parte dell'Unione Europea in favore degli investimenti
sostenuti per il contrasto degli effetti derivati dai cambiamenti climatici, fino
all'80% dei costi ammissibili. Il pacchetto vino, inoltre, prevede misure
per il riequilibrio della domanda e offerta del mercato, come la possibilità di
usare i fondi europei per l'espianto delle viti così da stabilizzare la
produzione in seguito a minori richieste e vendite. Si stabilisce, inoltre, un
sostegno alla distillazione del vino eccedente e alla vendemmia verde, fissato al
25% per ogni stato membro. Si è inoltre abolita la data di scadenza dei diritti
di impianto, introducendo un periodo di revisione di 10 anni. L'obiettivo è
quello di evitare la sovrapproduzione di vino, permettendo ai titolari di
mantenere l'autorizzazione di impianto evitando quindi le gravose sanzioni.
Questo consente ai produttori di sospendere la produzione di un
particolare vino qualora non sussistano condizioni di mercato favorevoli alla sua
commercializzazione.
Si prevede – come detto – un sostegno specifico per le attività impegnate nelle
iniziative enoturistiche. A tale proposito, sono infatti previsti contributi per
campagne promozionali e informative, così come la partecipazione a eventi, mostre
e studi di settore con finalità di valorizzazione dei territori vitivinicoli,
avente lo scopo di attrarre nuovi visitatori e favorire il turismo. Sono state
inoltre introdotte nuove regole relative all'etichettatura dei cosiddetti
vini dealcolati, o a ridotto contenuto alcolico, con lo scopo di
rendere più chiara e uniforme la loro riconoscibilità e identificazione. I vini
dealcolati riporteranno in etichetta il termine analcolico oltre alla
specifica 0,0%, utilizzata qualora il volume alcolico non superi lo 0,05%.
Per quelli con contenuto alcolico compreso lo 0,5% e il 30% rispetto al volume
originale, è prevista l'indicazione in etichetta della specifica a ridotto
contenuto alcolico. Com'era previsto, questi prodotti sono etichettati come
vino, seguito dalle relative indicazioni supplementari.
Per quanto concerne l'etichettatura, le nuove norme introducono la
standardizzazione digitale mediante codici QR (Quick Response code) così da
consentire ai consumatori di ottenere maggiori informazioni sulla bottiglia e il
vino. Il cosiddetto pacchetto vino – il quale, secondo i primi commenti, è
stato positivamente accolto dai produttori – passa ora alla valutazione del
Consiglio dell'Unione Europea, adottandone formalmente la legislazione prima
della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, passaggio che
sancisce l'effettiva entrata in vigore. In riferimento al pacchetto vino,
il commissario UE all'agricoltura, Christophe Hansen, ha dichiarato «gli sviluppi
dell'ultimo anno hanno dimostrato chiaramente che i problemi individuati
persistono e in alcuni casi si sono persino intensificati. Ecco perché il settore
ha urgente bisogno delle nuove misure UE. Il pacchetto introduce strumenti
aggiuntivi e più flessibili che consentiranno di affrontare sia l'eccesso
strutturale dell'offerta di vino in alcune regioni, sia gli squilibri
congiunturali legati a eventi climatici o di mercato, fornendo strumenti più
flessibili che possono essere utilizzati dagli stati membri per affrontare
situazioni di crisi. Il calo della domanda, il cambiamento delle preferenze dei
consumatori e gli effetti dei cambiamenti climatici nonché il contesto
internazionale sempre più instabile e imprevedibile».
In generale, i produttori hanno accolto con favore la ratifica del pacchetto
vino, sebbene con qualche opinione discordante o non del tutto favorevole. Per
molti è comunque un ottimo inizio dal quale procedere ulteriormente in
termini costruttivi e ancor più efficaci per il particolare momento che sta
attraversando il settore vitivinicolo ed enologico. Fra i produttori, infatti,
c'è chi accoglie positivamente il pacchetto vino, sottolineando che restano
ancora delle criticità non pienamente soddisfatte e andrebbero affrontate in modo
più efficace. Si potrebbe dire che non sempre si può avere tutto e subito,
magari apprezzare il buon punto di partenza, almeno secondo l'opinione più
diffusa da parte di produttori e organizzazioni di settore. Che il mondo del vino
stia attraversando un momento difficile e da lungo tempo, questo è notoriamente
chiaro a tutti. Il fatto che le istituzioni abbiano preso dei provvedimenti per
la tutela e il sostengo del settore vitivinicolo è certamente un'ottima notizia.
Magari non accontenta tutti e non risolve in modo efficace tutte le criticità di
questi tempi, ma è comunque un punto di partenza sul quale lavorare per il suo
miglioramento. In qualche modo si doveva iniziare e certamente è un primo passo.
Sarà poi il tempo, così come le nuove condizioni, a determinare l'efficacia e la
bontà del pacchetto vino. Un passo utile nella speranza che risollevi le
sorti del vino, dalla produzione al mercato, dai consumi e, soprattutto, della
cultura.
Antonello Biancalana
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