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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque fosse interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Asolo Montello: presentato “Enoteca Diffusa”


 
Il territorio dell'Asolo Montello vuole fare sistema grazie al vino. Parte da questa alleanza il progetto Enoteca Diffusa - Asolo Montello Wine Experience Network, promosso dal Consorzio Tutela Vini Asolo Montello con il contributo della Camera di Commercio Treviso Belluno, progetto nato per trasformare l'attrattività enogastronomica, paesaggistica e culturale del territorio in un volano di promozione e tutela per i vini Asolo Prosecco Superiore DOCG, Montello DOCG, e Montello Asolo DOC.
Al centro del progetto c'è un modello innovativo di Enoteca Diffusa, ispirato al paradigma dell'albergo diffuso e declinato in chiave enoturistica e digitale. Non una nuova struttura fisica, ma una rete capace di mettere in connessione anzitutto le cantine. Asolo Montello Wine Experience introduce il concetto di degustazione itinerante, che permette al visitatore di muoversi sul territorio alla scoperta dei vini e delle molte attrattive. Per farlo è indispensabile promuovere la fruizione del territorio, mettendo in rete ristoranti, enoteche, strutture ricettive, operatori turistici e culturali, enti locali e imprese del territorio, creando un sistema coordinato di esperienze, servizi e informazioni. «Ho sempre creduto nel fare squadra per sostenere lo sviluppo di un territorio. Creando cultura e consapevolezza nel consumatore si stimola la domanda dal basso. Questo è il primo strumento di tutela. Chi conosce il vino nel suo territorio, infatti, farà un acquisto consapevole, sarà disponibile a riconoscere un valore economico maggiore e diverrà un ambasciatore a costo zero. Alla nostra volontà si aggiunge uno strumento in più, il Regolamento Europeo 2024/ 1143, che individua nei Consorzi di Tutela dei vini il soggetto coordinatore anche dello sviluppo enoturistico.» Afferma Michele Noal, presidente del Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello.
Dario Bond, assessore all'Agricoltura della Regione del Veneto, intervenuto alla conferenza stampa di lancio del progetto, ha dichiarato: «L'Enoteca Diffusa è una bellissima iniziativa che, come Regione, accogliamo volentieri, perché va nella direzione di un enoturismo capace di valorizzare insieme le aziende e i territori. Tra poco, fra l'altro, presenterò la legge regionale sull'enoturismo. L'Enoteca Diffusa, tuttavia, deve poter crescere con libertà, con il contributo delle istituzioni nazionali e regionali, senza essere ingabbiata da una disciplina eccessivamente prescrittiva». «Nell'enoturismo – sottolinea ancora Bond – devono essere protagoniste innanzitutto le aziende agricole e i territori, affiancando al vino il cibo, la cultura, il paesaggio e l'ambiente. È questa la ricchezza che il Veneto può mettere in campo e che dobbiamo saper raccontare e valorizzare. Le aziende agricole, però, sono oggi chiamate anche a confrontarsi con una nuova emergenza: quella dell'acqua. La siccità è un problema serio, che non possiamo considerare episodico e che continuerà a porci delle sfide. Dobbiamo quindi spronare le aziende a prenderne immediatamente consapevolezza e ad attrezzarsi per affrontarla. Anche su questo fronte la Regione può e deve essere al loro fianco, mettendo a disposizione strumenti e sostegno».
«Il progetto è aperto e gratuito per tutti gli attori del territorio che si iscriveranno. Centrali saranno due elementi. La creazione di una piattaforma digitale informativa e la formazione rivolta operatori e addetti del territorio al fine di avere tutti una voce condivisa: poche nozioni, ma communi a tutti gli operatori. I temi saranno la Comunicazione Emozionale e il Marketing Digitale, sempre più importante. Sarà così introdotto un “codice di accoglienza” comune, con l'obiettivo di fare dell'Asolo Montello – e delle imprese a esso collegate – un vero e proprio brand riconoscibile a livello internazionale.» Afferma Tiziano Casanova, consulente strategico di Asolo Montello Wine Experience Network. Il progetto Enoteca Diffusa stima il coinvolgimento di un ampio numero di attori con un potenziale ampliamento progressivo della rete, a partire dai 475 soci del Consorzio, e coinvolgerà tutti gli attori dei 18 Comuni delle denominazioni. L'impatto economico e turistico del progetto sarà monitorato attraverso specifici indicatori di performance, tra cui l'incremento delle visite in cantina, l'aumento delle prenotazioni di esperienze enoturistiche, il traffico digitale generato dalla piattaforma territoriale, la partecipazione agli eventi e l'analisi dei flussi turistici.
La fotografia del territorio in dati, effettuata dalla Cgia di Mestre, racconta di un territorio in piena evoluzione: nel 2025 le Terre di Asolo e Monte Grappa hanno superato per la prima volta dal 2019 i livelli pre-pandemia, registrando rispetto al 2024 un aumento del 17,2% degli arrivi e del 21,6% delle presenze, con una permanenza media salita oltre le 2,8 notti e un impatto economico complessivo stimato in oltre 42,5 milioni di euro. Allargando lo sguardo ai 24 Comuni della Riserva della Biosfera Mab Unesco Monte Grappa, gli arrivi hanno superato quota 226.500 e le presenze hanno sfiorato le 550.000, rispettivamente in crescita del 10,3% e del 12,5%.
«Con “Enoteca Diffusa” vogliamo trasformare un territorio già fortemente attrattivo in una destinazione organizzata, capace di parlare con una voce comune e di offrire al visitatore un'esperienza più semplice, completa e autentica», conclude Michele Noal, Presidente Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello. «Il nostro territorio è un crocevia di eccellenze: dall'architettura e scultura di Palladio, ai luoghi iconici come Asolo e i luoghi della Grande Guerra sul Montello, ai prodotti enogastronomici del territorio, come il nostro Asolo Prosecco Superiore DOCG. Il potenziale è già insito nei nostri territori, a noi ora la capacità di farlo sbocciare».
La rete punta così a rafforzare la competitività del territorio, aumentare la permanenza dei visitatori, generare nuove opportunità economiche per le imprese e valorizzare in modo integrato le eccellenze dell'Asolo Montello.

Maria Grazia Marchetti Lungarotti: una Donna, una Visione, un'Opera

Cento anni fa, il 26 ottobre 1926, nasceva Maria Grazia Marchetti Lungarotti (1926-2025), storica dell'arte, archivista e museologa, ideatrice e creatrice del Museo del Vino di Torgiano (MUVIT) e del Museo dell'Olivo e dell'Olio (MOO), nonché direttrice della Fondazione Lungarotti. Una pioniera dell'insolito binomio vino-cultura, nell'intuizione di quanto questo potesse contribuire a valorizzare la vocazione turistica ed enoculturale del territorio. Base di ciò che oggi chiamiamo enoturismo, ma da lei concepito ante litteram. Per ricordarla, ad un anno dalla sua scomparsa, la Fondazione Lungarotti ha scelto di renderle omaggio riunendo a Perugia, nel giorno in cui ricorre il suo centesimo compleanno, amici e rappresentanti di istituzioni culturali, enti pubblici, università, associazioni, realtà imprenditoriali e professionali, nonché esponenti del mondo della cultura e del territorio per restituire la ricchezza della rete di relazioni che Maria Grazia ha saputo costruire e coltivare nel corso della sua lunga attività. E così, presso la Sala dei Notari si sono susseguite testimonianze personali e momenti di approfondimento da parte di chi ha conosciuto questa donna che ha lasciato il segno per il suo straordinario impegno.
«Una giornata di testimonianze di stima, affetto e ammirazione verso una persona più che speciale – ha commentato Teresa Severini, figlia di Maria Grazia Marchetti e oggi a capo della Fondazione Lungarotti – Una partecipazione incredibilmente nutrita e varia che ci ha commosso e che conferma quanto mia madre sia stata assoluto elemento di punta per il territorio. Col suo tratto ineguagliabile, la sua apertura mentale, cultura e sensibilità ha saputo ascoltare, parlare, testimoniare, creare, stimolare, valorizzare. Finalmente oggi presentiamo il suo libro – Il Museo del Vino a Torgiano. Storia di un'idea e di un'opera (Volumnia Editrice, Perugia, 2026) – terminato poco prima della sua scomparsa, che ripercorre la più ampia storia della vitivinicoltura e il ruolo e il valore culturale del vino nelle civiltà mediterranee. Pagine che riassumono la sua sete di sapere e il piacere sempre avuto nel restituire e creare un'opera preziosa per la sua terra e il suo Paese, il Museo del Vino, così come più tardi il Museo dell'Olivo e dell'Olio: una visione concreta che intreccia storia, arte, tradizioni e conoscenza.»
Instancabile animatrice culturale, Maria Grazia Marchetti Lungarotti ha fatto del dialogo tra istituzioni, musei, associazioni, mondo accademico, imprese e comunità un elemento fondamentale della propria azione, creando occasioni di incontro, confronto e collaborazione.
La presenza al convegno dei rappresentanti di queste diverse realtà ha restituito i suoi valori umani, culturali e imprenditoriali e il profondo legame che ha sempre avuto con la sua terra e con le persone che ne hanno condiviso il cammino.
«Ciò che di Maria Grazia ci colpiva immediatamente – ha ricordato il Professor Giuseppe De Rita – era la straordinaria capacità di essere al tempo stesso donna di sofisticata cultura e donna di quotidiana sapienza. Una capacità, spesso venata di mistero, che le veniva da due originarie “scelte di essenza”: il privilegiare la “misura” come elemento costitutivo del bello; e l'esercitare la “volontà spirituale”, come costante determinazione a cogliere il senso ultimo, lo spirito, di ciò che accade.»
Il convegno è stato introdotto da Cristina Galassi, Storica dell'arte dell'Università per Stranieri di Perugia, che ha moderato gli interventi di Alberto Grohmann, Professore emerito dell'Università di Perugia, Giuseppe De Rita, Sociologo, Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario. A presentare il libro di Maria Grazia la giornalista e scrittrice Marina Valensise.
Nato a sostegno dell'economia vitivinicola umbra e nazionale nell'intento di preservare e promuovere il patrimonio storico, artistico e paesaggistico della civiltà del vino, il MUVIT viene aperto al pubblico il 23 aprile del 1974, nella suggestiva notte di San Giorgio, tradizionalmente caratterizzata dall'accensione di falò propiziatori tra le vigne. Polo museale multidisciplinare creato da Maria Grazia e Giorgio Lungarotti, fu tra i primi del settore in Europa e ben presto è divenuto “motore” di un sistema di promozione territoriale e turistica incentrato su vino, cultura, ospitalità, sostenibilità. Un racconto trasversale sul vino, analizzato nelle sue diverse angolazioni e valenze simboliche attraverso collezioni archeologiche, artistiche e tecniche che illustrano cinquemila anni di storia e cultura della vite e del vino, in legame costante tra antico e contemporaneo, passato e presente con proiezione al futuro e alle giovani generazioni.



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