Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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Médoc

Cuore della celebre regione vinicola di Bordeaux, il Médoc è il luogo dal quale nasce il celebre modello enologico imitato in tutto il mondo, un successo fatto non solo di magiche uve

 Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot: quanti vini sono prodotti nel mondo con queste tre uve? Difficile dirlo, ma di certo sono tantissimi. La celebre ricetta dei vini di Bordeaux - tipica del Médoc - si è guadagnata in fretta la notorietà in tutto il mondo, spesso regalando l'illusione che per fare un grande vino siano sufficienti solamente tre uve. La grandezza dei vini del Médoc è infatti il risultato di condizioni ambientali particolari, pratiche colturali ed enologiche di qualità, e - certamente - anche delle tre celebri uve. Infine, c'è la barrique - la celebre botte da 225 litri e che proprio qui è nata - un elemento che contraddistingue Bordeaux e i suoi vini. Il Médoc è anche il risultato di successi commerciali, grazie anche alla Gironda - l'importante sbocco sull'oceano Atlantico - che ha favorito l'esportazione dei vini verso altri paesi, favorendone quindi la diffusione. Data la sua vasta estensione, la Gironda influisce inoltre sul clima del Médoc, contribuendo così alla formazione di quelle condizioni ambientali che rendono quest'area unica.

 Le origini della produzione dei vini nel Médoc sono piuttosto incerte, la zona era comunque legata al vino già all'epoca delle conquiste degli antichi romani, poiché era dalla Gironda che le navi cariche di vino - prodotto nelle aree interne - prendevano la via del mare verso altri paesi. Il nome Médoc - già noto prima dell'epoca degli antichi romani - significa il territorio di mezzo o pagus medulorum. L'area era anticamente abitata da tribù di Celti che lasciarono poi posto ai Galli. La prima testimonianza sulla produzione di vino nella zona di Bordeaux è attribuita al poeta latino Ausonio (310-394 DC), il quale - in un suo poema del 379 DC - riferisce di coltivare viti in un terreno di sua proprietà. Nella sue opere scritte, Plinio il Vecchio non fornisce con chiarezza informazioni tali da ritenere che la produzione di vino nella regione di Bordeaux fosse praticata ai suoi tempi, pur tuttavia citando la vite biturica. Molto probabilmente, la viticoltura e la produzione di vino iniziano nella regione di Bordeaux successivamente ai tempi nei quali si praticava già nella valle del Rodano.


Il Médoc
Il Médoc

 Anche le notizie relative al periodo successivo alla caduta dell'Impero Romano sono piuttosto scarse e raramente si fa riferimento al vino. Tuttavia è provato che nell'epoca medievale la sua produzione a Bordeaux era praticata, anche se i risultati erano ben lontani da quelli conosciuti oggi. La viticoltura nell'area del Médoc era praticamente assente fino alla fine del XVII secolo, poiché la zona era paludosa e prevalentemente utilizzata per la coltivazione del granoturco. A quell'epoca, si hanno notizie di alcuni vigneti coltivati nella parte settentrionale del Médoc, quella meglio conosciuta come Bas-Médoc. Il XVII secolo fu comunque un periodo fondamentale per lo sviluppo della viticoltura nel Médoc, poiché risalgono a questo periodo le prime ricerche sul terroir della regione. Nel 1677 l'inglese John Locke scrisse dei risultati delle ricerche effettuate nel Médoc, sottolineando l'importante influsso del suolo nelle qualità organolettiche del vino.

 Già in questo periodo gli inglesi erano soliti chiamare i vini di Bordeaux con il termine claret - inizialmente introdotto per fini commerciali - un'abitudine ancora diffusa in Inghilterra. Gli studi sul terroir divennero quindi fondamentali tanto che alla fine del XVIII secolo sia gli enologi sia i proprietari di vigneti, consideravano questo fattore di primaria importanza nella produzione del vino. Si comprese inoltre l'importanza della corretta applicazione delle tecniche enologiche - in questo periodo ampiamente migliorate - che, unitamente al terroir, consentivano di ottenere prodotti eccellenti, vini che si sarebbero imposti per la loro qualità ovunque nel mondo. I primi risultati di questo cambiamento erano già tangibili all'inizio del 1700, tanto che gli Inglesi cominciarono a chiamare i vini del Médoc come New French Claret (Il nuovo Claret francese). A causa del crescente successo commerciale, i produttori iniziarono a selezionare in modo scrupoloso i propri vini, tanto che verso la metà del XVIII secolo iniziò a farsi sentire fortemente la necessità di un sistema di classificazione per la qualità.


 

 Il successo commerciale continuò a crescere e - con questo - anche la necessità di tutelare i vini di qualità da quelli ritenuti di minore pregio. Nel 1855 - in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi - l'imperatore Napoleone III chiese quindi di costituire un sistema di qualità con lo scopo di proteggere i vini di Bordeaux. Fu così che i commercianti di vino dell'epoca furono chiamati a giudicare e a valutare i migliori vini in base alla reputazione dello Château e al prezzo di mercato, a quei tempi strettamente legato alla qualità. Il risultato portò alla creazione della celebre Classificazione del 1885, che suddivise i vini in cinque categorie e che ancora oggi rappresenta punto di riferimento per i vini del Médoc. La notorietà e il successo dei vini del Médoc continuavano a crescere quando nei vigneti fecero la loro comparsa fillossera, oidio e peronospora. Fu l'inizio di una lunga crisi, non solo commerciale, e la superficie destinata a vigneto fu drasticamente ridotta. Anche a causa delle rigide gelate del 1956, la superficie coperta a vigneto all'inizio degli anni 1960 era di appena 6.000 ettari, contro i circa 25.000 del 1880.

 In tutto questo periodo si registrarono timidi cenni di ripresa solamente in occasione delle quattro annate eccezionali del 1921, 1924, 1928 e 1929. Nonostante la superficie destinata alla coltivazione di vigneti sia raddoppiata nel corso degli ultimi 30 anni, il Médoc non ha ancora raggiunto l'area coperta prima della devastazione della fillossera. Gli sforzi dei produttori si sono particolarmente concentrati negli ultimi decenni allo sviluppo tecnologico e al miglioramento della qualità dei vini del Médoc. Si sono infatti registrati cospicui investimenti, con lo scopo di modernizzare cantine e introdurre tecnologie enologiche avanzate, con il dichiarato intento di mantenere alta la qualità e la fama dei vini del Médoc. A distanza di secoli, il Médoc continua a meravigliare il mondo con i suoi celebri vini, un successo fatto di terroir, dedizione per la qualità e da quel fattore assolutamente unico rappresentato dalle condizioni ambientali della regione. E certamente, anche dalle uve.

 

Classificazione del Médoc

 I vini del Médoc sono classificati secondo quella che è - molto probabilmente - la classificazione più famosa del mondo. Per volere dell'imperatore Napoleone III, nel 1855 fu creata la celebre classificazione del Médoc, nella quale la qualità dei vini fu stabilita in accordo al prestigio dei loro produttori - i celebri Château - e al prezzo di vendita. La classificazione fu stabilita dai membri della Camera di Commercio che divisero gli Château in cinque categorie distinte, dal Premier Cru al Cinquièmes Crus. La classificazione originale del 1855 prevedeva unicamente quattro Château appartenenti al Premier Cru: Château Lafite-Rothschild, Château Latour, Château Margaux e Château Haut-Brion, quest'ultimo appartenente all'area delle Graves. Nel 1973 - in occasione della revisione della classificazione - alla categoria Premier Cru fu aggiunto anche Château Mouton-Rothschild, prima di quella data classificato come Deuxième Cru. La classificazione è anche nota come Crus Classés e raggruppa 61 Château.

 Nonostante i produttori del Médoc insistano sul concetto del terroir, paradossalmente la classificazione dei loro migliori vini non si basa su questo principio. La classificazione dei Crus Classés si basa infatti sulle tenute e non sul territorio, questo significa che, nel caso in cui uno Château di alta qualità ne acquisisce uno appartenente a una categoria inferiore, questo può essere elevato alla categoria superiore. Inoltre, qualora uno Château migliori la qualità dei suoi vini - tanto da essere equiparati con quelli delle classi superiori - non è prevista nessuna promozione. Lo stesso è vero anche nel caso in cui la qualità dovesse peggiorare. Dalla classificazione del 1855 rimasero esclusi la maggior parte degli Château del Médoc. Nel 1932 fu istituita una nuova classificazione per gli Château esclusi da quella del 1855 e che prese il nome di Crus Bourgeois.

 La classificazione del 1932 prevedeva tre categorie: Bourgeois Supérieurs Exceptionnels, Crus Bourgeois Supérieurs e Crus Bourgeois. Nel 1979 le norme europee hanno consentito il solo utilizzo della denominazione Cru Bourgeois, eliminando le altre due stabilite nel 1932. Il decreto della Repubblica Francese del 17 giugno 2003, ha tuttavia reintrodotto la classificazione secondo le categorie stabilite nel 1932. I Cru Bourgeois sono generalmente considerati vini di maggiore consumo, tuttavia anche in questa classificazione si possono trovare eccellenti vini, spesso comparabili con quelli appartenenti alle categorie Quatriemes Crus e Cinquièmes Crus. Altra considerazione da fare per i Cru Bourgeois è il prezzo, solitamente inferiore ai vini appartenenti alla classificazione Crus Classés. Con i suoi oltre 150 anni di esistenza, la denominazione Cru Artisan, raggruppa piccoli produttori di vino con vigneti di pochi ettari, spesso meno di cinque. Come il nome stesso suggerisce, i produttori appartenenti a questa categoria sono veri e propri artigiani del vino, spesso piccole aziende a conduzione familiare che si occupano totalmente dalla coltivazione alla produzione, compresa la commercializzazione.

 

Aree di Produzione

 L'area vinicola del Médoc si trova nella parte occidentale del bordolese e si estende dalla periferia nord della città di Bordeaux - esattamente dal villaggio di Blanquefort - fino alla Pointe de Grave, nella riva sinistra della Gironda, per una lunghezza di circa 80 chilometri. In accordo al sistema di qualità francese, il Médoc è diviso in due aree, il Médoc - o Bas-Médoc - nella parte settentrionale della regione, e l'Haut-Médoc, situato nella parte meridionale e che occupa una superficie maggiore. Delle due zone, la più interessante è certamente l'Haut-Médoc, infatti è da qui provengono tutti i vini più celebri della regione, ed è qui che si trovano i famosi comuni di Margaux, Pauillac, Saint-Julien e Saint-Estèphe. Secondo il sistema di qualità francese, nella regione sono definite otto aree vinicole, di cui 2 regionali - Médoc (Bas-Médoc) e Haut-Médoc - e sei denominazioni comunali: Margaux, Pauillac, Saint-Julien, Saint-Estèphe, Listrac-Médoc e Moulis en Médoc. Le zone migliori sono tutte situate nei terreni ghiaiosi lungo la riva della Gironda, mentre le zone più interne - caratterizzate da terreni meno drenati - producono vini di minore qualità.

 I vini del Médoc sono per la quasi totalità rossi e l'uva principalmente utilizzata è il Cabernet Sauvignon - generalmente presente per il 60-70% - seguito dal Merlot. Il Cabernet Sauvignon è responsabile per la robusta struttura dei vini del Médoc, mentre il Merlot conferisce morbidezza. Nel Médoc sono inoltre utilizzate - seppure in percentuali minori - anche le uve Cabernet Franc, Petit Verdot, Malbec e Carmenère. L'area di Margaux è caratterizzata da terreni fortemente ghiaiosi, consentendo di ottenere vini di straordinaria eleganza e ricchezza aromatica, pur tuttavia mostrando una notevole struttura. Per questo motivo, i vini di Margaux sono solitamente definiti come un pugno di ferro coperto da un guanto di velluto. L'area più rinomata del Médoc è certamente Pauillac: qui si trovano infatti tre dei cinque Premier Cru. Le caratteristiche dei vini di Pauillac sono piuttosto varie e complesse: alcuni presentano una possente struttura e straordinaria eleganza, altri invece sono caratterizzati da sublime finezza di aromi e sapori. In ogni caso, i vini di Pauillac offrono sempre intensi aromi di frutti neri - ribes e mirtillo su tutti - e notevole complessità gustativa.

 I vini prodotti nell'area di Saint-Julien sono conosciuti - esattamente come i vini di Margaux - per la loro eleganza e finezza. I vini di Saint-Julien sono caratterizzati da uno straordinario bouquet - molto equilibrato e vellutato - supportato da una robusta struttura, ricchezza e intensità di sapori. L'area vinicola più a nord dell'Haut-Médoc è Saint-Estèphe. A causa della composizione del terreno - qui più argillosa rispetto agli altri comuni - i vini di questa denominazione sono famosi per la struttura di tannini robusti e colorazioni piuttosto intense. Nonostante questo, i vini di Saint-Estèphe presentano una finezza aromatica molto elegante e - in particolare - sono capaci di lunghi periodi di maturazione. Situati nelle zone più interne del Médoc - lontani dalle coste della Gironda - i vini di Listrac-Médoc e Moulis en Médoc, anche a causa del terreno più argilloso e meno drenato, sono meno raffinati di quelli dei celebri quattro comuni. Tuttavia anche in queste zone non mancano le buone sorprese. I vini della parte settentrionale - detta Bas-Médoc o semplicemente Médoc - a causa della composizione del terreno - meno adatta per la viticoltura di qualità - non presentano l'eleganza e la finezza dei vini dell'Haut-Médoc e spesso sono commercializzati con la denominazione generica Médoc AC.

 




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