Cultura e Informazione Enologica - Anno XVI
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  Eventi Numero 66, Settembre 2008   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

A San Vito Lo Capo Torna il Cous Cous Fest


 
Cous cous per tutti i gusti, musica, spettacoli, incontri culturali e i migliori chef del Mediterraneo e non solo che si sfidano amichevolmente in una gara gastronomica internazionale presentando la loro ricetta tradizionale di cous cous, il piatto della pace principe della rassegna. Sono questi alcuni degli ingredienti del Cous Cous Fest, la rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo, giunta all'undicesima edizione, che quest'anno si svolgerà a San Vito Lo Capo, dal 23 al 28 settembre prossimi. Protagonista indiscusso della manifestazione, organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo e dall'agenzia Feedback, è il cous cous, “la graine de la paix”, ovvero la semola della pace, come recita lo slogan dell'edizione 2008, piatto povero ma ricco di simbolismi e cultura, che sarà possibile degustare in tutte le varianti: dalle versioni più tradizionali presenti alla “Casa del cous cous del Maghreb” dove il piatto è cucinato secondo l'antica tradizione di Algeria, Marocco e Tunisia, l'area geografica dove il piatto ha le sue radici, alla versione locale del piatto, a base di pesce, disponibile alla “Casa del cous cous di San Vito Lo Capo”, fino a tutte le varianti delle tradizioni estere, che utilizzano carne, verdure e spezie di tutti i tipi, proposte al “Cous cous dal mondo” e alle sperimentazioni della cucina del territorio protagoniste della “Casa del cous cous trapanese”. I migliori vini siciliani e le succulente specialità della cucina mediterranea saranno i compagni d'avventura in questo “viaggio” alla scoperta del mangiar bene.

Nuovo Disciplinare di Produzione per il Franciacorta

Novità di rilievo per il prestigioso distretto vitivinicolo della Franciacorta: è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il nuovo Disciplinare di produzione del Franciacorta DOCG. Dopo un complesso lavoro di tutte le articolazioni del Consorzio tutela Franciacorta di Erbusco, in provincia di Brescia, Comitato Tecnico in primis, e una capillare azione di informazione e coinvolgimento delle circa cento cantine e dei trecento viticoltori produttori d'uva, il lungo iter ha concluso anche il suo percorso ministeriale, divenendo parte integrante della legge dello Stato italiano.
«Esprimiamo notevole soddisfazione - commenta il Presidente del Consorzio, Ezio Maiolini - per questo ennesimo risultato positivo, che consentirà un ulteriore innalzamento dei parametri produttivi e delle garanzie per i consumatori». Silvano Brescianini, consigliere d'amministrazione con delega agli aspetti tecnici, sintetizza così la rilevanza del risultato raggiunto: «Allungamento dei tempi di affinamento sui lieviti per alcune tipologie, limitazione della base ampelografica per valorizzare il vitigno Chardonnay, incremento della densità d'impianto e inserimento della riserva vendemmiale, ovvero la possibilità d'accantonare parte della produzione in vino di una specifica annata, tenendola bloccata come riserva di vino disponibile, da utilizzare nel momento in cui si creano situazioni produttive, che richiedono di attingere a dette riserve di vino aziendale».
Un pacchetto corposo, ma non esaustivo, di parametri, che il mercato potrà apprezzare nei prossimi anni, ancora una volta non subìti da organismi esterni, bensì voluti dalla base produttiva, nell'intento d'accrescere ulteriormente l'eccellenza qualitativa che caratterizza questa dinamica realtà bresciana. Area dove la quasi totalità della produzione è caratterizzata da una filiera completa: tutte le cantine sono produttrici delle uve, che vinificano al loro interno, e successivamente sono protagoniste con le proprie etichette sul mercato. Un aspetto forse unico nel panorama nazionale che, unitamente a una solida unità d'intenti, ha reso possibile straordinari risultati in pochi decenni. La pubblicazione del nuovo Disciplinare è motivo di grande soddisfazione per tutti i produttori riuniti nel proprio Consorzio di tutela, e insieme rappresenta uno straordinario risultato per i consumatori del pregiato Franciacorta, nonché per il Made in Italy, che hanno un orgoglioso motivo in più per brindare con l'eccellenza vitivinicola nata tra le verdi colline poste tra il Lago d'Iseo e Brescia.

Il Prosecco Entra nella Lingua Americana

Solo 100 parole straniere sono state inserite nella nuova edizione del Merriam - Webster's Collegiate Dictionary, uno dei più importanti dizionari americani. Nell'opera sono pubblicate esclusivamente le parole straniere divenute di uso comune e si tratta quindi di un grande risultato per il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, che in questi anni si è fatto conoscere sul mercato divenendo sinonimo di vino italiano spumante. La conferma viene proprio da questa notizia. Da oggi, quindi, per chiedere un bicchiere di vino con le bollicine, negli USA si potrà usare la parola prosecco.
«Si tratta di una grande opportunità ma anche di un rischio - afferma il Presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami - Se da un lato conferma il grande successo del nostro vino, dall'altro l'inserimento della parola prosecco come sinonimo di vino con le bollicine rischia di creare della confusione. Prosecco, infatti, è un vino con un'identità precisa e solo nell'area DOC di Conegliano Valdobbiadene si trova l'originale, da più di tre secoli coltivato dai produttori locali, che lo hanno fatto conoscere nel mondo. Starà a noi produttori, quindi, cogliere le opportunità offerte da questa grande notizia, evitando il rischio di banalizzazione di un nome che per noi rappresenta una ricchezza territoriale.»

XXVII Premio Masi

L'India e le opportunità di un modello di microeconomia a sviluppo locale per aiutare le popolazioni più indigenti ad uscire dall'emarginazione; l'uva e il vino prodotti a temperature sotto lo zero per creare al Canada l'immagine di un Paese capace di inserirsi nel mercato mondiale del settore; il Vaticano che affida il suo organo ufficiale, L'Osservatore Romano, a una nuova Direzione, in linea con la posizione della Chiesa di Papa Ratzinger e attenta ai delicati equilibri internazionali di cui anche il cattolicesimo deve tener conto; il Palladio e i suoi 500 anni che lo hanno fatto modello di armoniosa architettura veneta nel mondo intero; la musica, come forma di espressione delle tradizioni e dei sentimenti popolari. Questi i cinque temi che fanno da sfondo ai cinque prescelti per l'assegnazione dei Premi Masi 2008.
Per il XXVII anno consecutivo, la Fondazione Masi, conferma la vocazione a raccogliere a Verona grandi personaggi internazionali e i più significativi rappresentanti della cultura e della tradizione delle Venezie. Questi, nell'ordine i prescelti per i riconoscimenti dell'edizione 2008. Il Premio Grosso d'Oro Veneziano, tradizionalmente riservato a personaggi che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura nel mondo, generando quella comprensione tra i popoli che si sviluppa in solidarietà, progresso civile e pace, viene conferito all'indiano Sanjit Bunker Roy, seguace del pensiero di Gandhi, di cui prosegue la missione di pace e di fraternità, in un progetto dai risvolti socio-economici rilevanti e riconosciuti. Il Premio Internazionale Masi per la Civiltà del Vino, conferito negli anni passati a personaggi del gotha dell'enologia, da Philippine de Rothschild alla famiglia Krug, premia quest'anno l'imprenditorialità di Donald Ziraldo che, con il suo “icewine”, è riuscito a fare in pochi anni del Canada, Paese tradizionalmente non vocato alla vitivinicoltura, uno dei riconosciuti produttori ed esportatori nel mondo intero di vini di pregio. Il Premio per la Civiltà Veneta, riconoscimento, come afferma Sandro Boscaini, presidente della Masi Agricola e vicepresidente della Fondazione, “alla presenza, al valore, all'impegno e alle realizzazioni” che nei vari campi i veneti di oggi offrono al mondo, sarà attribuito a Giovanni Maria Vian, autorevole direttore dell'Osservatore Romano, a Lionello Puppi, storico dell'arte, massimo esperto del Rinascimento veneto e del Palladio, e a Bepi de Marzi, compositore musicale, direttore d'orchestra e poeta, che vede le sue opere eseguite in tanti Paesi di entrambi gli emisferi. Quest'anno la premiazione avrà una nuova formula che prevede, dopo la consegna dei premi con la tradizionale cerimonia della firma della botte di Amarone destinata ai premiati, prevista per venerdì 26 settembre, un incontro-dibattito tra gli stessi e la brillante presentatrice televisiva Licia Colò: l'appuntamento è per sabato 27 settembre mattina nella prestigiosa cornice del Teatro Filarmonico di Verona (ingresso su invito).

 


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