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  Eventi Numero 217, Maggio 2022   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Colli Tortonesi: Crescono il Potenziale e la Popolarità del Derthona


 
Si è svolta nei giorni scorsi a Tortona la prima edizione integrale dell'evento dedicato al Derthona per celebrare il successo di un vino che in poco più di venti anni ha registrato significativi incrementi in termini di valore e volumi. Se nel 1987 gli ettari di Timorasso erano giunti quasi alla soglia dell'estinzione, con meno di un ettaro dedicato a questo vitigno a bacca bianca, e ancora nel 2000 se ne contavano appena 3,5, oggi hanno raggiunto quota 276.
«C'era grande attesa ed emozione per questa edizione di Derthona Due.Zero – commenta Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi – Per la prima volta si è svolta anche un'anteprima della nuova annata dei vini Timorasso, un banco di prova molto importante per i produttori. L'interesse nei confronti di questo vitigno è sempre molto alto e testimonia il grande lavoro che tutti i produttori stanno facendo per far emergere i tratti distintivi di un vino che mostra carattere e complessità, soprattutto con il passare del tempo, come i grandi vini bianchi del mondo. Dopo due anni di assenza, siamo finalmente tornati in presenza e oltre ad operatori del settore e wine lovers ci hanno raggiunto qui a Tortona anche tanti giornalisti con i quali abbiamo avuto il piacere di confrontarci».

Fabio Zenato è il Nuovo Presidente del Consorzio Tutela del Lugana DOC

«Il Lugana è una DOC in crescita ed in piena salute, nonostante gli anni non facili che abbiamo affrontato». Queste le prime parole del nuovo presidente del Consorzio del Lugana, Fabio Zenato, che è stato eletto martedì 5 aprile 2022 all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione della DOC del Lago di Garda.
Parte con i migliori dei presupposti il nuovo corso della DOC da 27 milioni di bottiglie prodotte nel 2021 che raccoglie un'importante eredità, un percorso di crescita e di sviluppo portato avanti dalle precedenti amministrazioni.
«Il mio lavoro e del nuovo board per i prossimi anni sarà sulla scia dell'eredità prestigiosa che raccogliamo, che ha portato il Lugana a essere una denominazione sana e di grande vitalità. Ringrazio Ettore Nicoletto, che mi ha preceduto, perché ha saputo dare una voce importante al Lugana e traghettare la denominazione nei difficili anni della pandemia» ha dichiarato Fabio Zenato.
Vinitaly 2022 è stata la prima occasione ufficiale in cui è stata presentata al pubblico internazionale la nuova presidenza. Il Consorzio del Lugana è stata protagonista della kermesse veronese con lo stand presso il Pala Expo A9-A11, dove è stata proposta in degustazione una folta selezione di circa un centinaio di tipologie e brand di Lugana.
La DOC Lugana è una delle poche denominazioni italiane in controtendenza rispetto all'ondata pandemica. «Gli ultimi sono stati anni felici, anche numericamente parlando, per la nostra denominazione» ha spiegato Fabio Zenato. «Il Lugana è uno dei pochi vini italiani che ha registrato, nonostante la pandemia, una crescita di prodotto imbottigliato a due cifre (+12% di anno in anno). Inoltre, è importante segnalare che parallelamente, negli ultimi anni, anche il valore medio a scaffale è aumentato, sinonimo di una filiera produttiva in equilibrio».

 

Il Mercato USA tra Gioie e Dolori per il Vino Italiano

L'inflazione galoppa anche negli Stati Uniti (+7,9%, al livello più alto da 40 anni) e il vino italiano rischia di fermare la propria corsa nel primo mercato al mondo. quanto previsto dagli operatori del mercato enologico statunitense intervistati nell'indagine Iwsr/Wine intelligence presentata oggi dall'Osservatorio Uiv-Vinitaly nel corso della giornata di apertura del Salone internazionale dei vini.
Secondo il trade statunitense, la congiuntura produrrà danni importanti alle importazioni di vino: il 38% prevede un decremento generalizzato dei volumi in entrata, mentre il 37% pensa a uno stop al processo di premiumizzazione, e quindi anche alla domanda di prodotto tricolore di qualità che ha fatto la fortuna del Belpaese (2,26 miliardi di dollari l'import Usa del 2021). Solo 1 intervistato su 4 non immagina alcun impatto dall'escalation dei prezzi. Altro campanello di allarme arriva dalla migrazione verso altre bevande da parte dei consumatori giovani, in particolare dai maggiorenni della Generazione Z e dai Millennials. Secondo l'Osservatorio Unione italiana vini e Vinitaly, l'88% dei rispondenti prevede infatti una possibile riduzione dei consumi tradizionali di vino delle fasce interessate. Tra i drink sostitutivi, in testa appaiati con il 60%, i Ready to drink (bevande pronte al consumo soprattutto a base di vodka o rum), i cocktail, i vini a basso contenuto di alcol e gli hard seltzer (drink frizzanti lievemente alcolici e aromatizzati), mentre la birra è ferma al 40% delle opzioni. Tra le motivazioni che spingono i giovani a consumare il vino, al primo posto il lifestyle, seguito dal benessere. Il vino come simbolo identitario, quindi, che a giudizio del mercato sarebbe apprezzato molto di più se accompagnato dal marchio di sostenibilità.
«L'attuale percezione da parte dei professionisti del settore è sicuramente condizionata da una congiuntura che non aiuta – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – a prescindere da questo il vino italiano, i suoi produttori e i suoi strumenti di promozione e marketing hanno il dovere di prevedere le mosse di un mercato che si preannuncia sempre più fluido. E agire di conseguenza».
Come per l'evoluzione delle importazioni mondiali, anche per gli Usa la ripresa dalla crisi pandemica è stata sin qui più vigorosa e immediata rispetto all'uscita dalla crisi dei subprime: due anni buoni per ritornare ai valori pre-bolla, con innesco del fenomeno conosciuto come “premiumization”. E l'Italia, lo dicono anche le elaborazioni dall'Osservatorio su base Nielsen presentati nel focus sul mercato d'Oltreoceano, ha giocato un ruolo da attrice protagonista. A fine 2021 le vendite nel canale off-premise (grocery store, liquor shop) sono lievitate a valore del 23% rispetto al 2019 per un totale di circa 2 miliardi di dollari. Nel dettaglio, le performance italiane nel biennio sono di crescita sia sul lato vini fermi (+18%, con +24% per i rossi), sia, e in maniera strabordante, sul lato spumante (32%), con il solo Prosecco attestato a valore a +44% e l'Asti a +16%.
Tra i prodotti bandiera, oltre al Prosecco (22% del totale mercato sparkling, con 520 milioni di dollari), il Chianti-Chianti Classico (115 milioni di dollari) rappresenta mediamente il 16% delle vendite di vini rossi italiani, con punte del 30% a New York, mentre il valore generato dal Pinot grigio (554 milioni di dollari) lo rende quasi monopolista ovunque, con il totale sulle vendite italiane di vini bianchi al 77% e punte superiori all'80% in Florida e New York. La torta italiana del mercatooff premise è composta a valore per il 27% da Pinot grigio, il 25% da Prosecco, il 34% da rossi, in particolare toscani e piemontesi.

Cresce l'Interesse per la Grappa

L'emergenza pandemica scoppiata agli inizi del 2020 e la chiusura e i limiti nel canale HORECA che ne sono conseguiti hanno avuto un impatto negativo sui consumi di spirits in Italia (-20% in volume nel 2020 rispetto al 2019), dato il ruolo rilevante che tale canale gioca per il settore. Nel 2021, contestualmente alla ripresa dell'economia nazionale e al venir meno delle restrizioni, i consumi di spirits hanno messo a segno un +13% sul 2020 trainati sia dalle vendite in GDO che soprattutto dai consumi fuori casa, cresciuti di oltre il +20%. questa la fotografia del settore scattata da Nomisma per AssoDistil in occasione dell'evento che celebra a Vinitaly la nascita del consorzio nazionale di tutela della grappa.
Con il graduale ritorno alla normalità e la ripresa delle occasioni di socialità, sono tornati a crescere anche i consumi di grappa al ristorante e in altri locali: secondo i dati NielsenIQ, nel 2021 le vendite nel Cash&Carry (proxy del canale Horeca) hanno messo a segno un +19%, un trend che prosegue anche nei primi mesi del 2022 (+33% a gennaio-febbraio. In parallelo, seppur a ritmi meno ferrati del 2020, nel 2021 è proseguita l'espansione della grappa nel canale e-commerce (+15% rispetto al 2020), mentre sono risultate in leggero calo le vendite in GDO dopo il boom che aveva caratterizzato l'anno dello scoppio della pandemia. Negli ultimi 12 mesi il 61% degli italiani di età compresa tra i 18 e i 73 anni ha consumato in casa o fuori casa spirits, mentre il 29% grappa. A preferire la grappa sono gli uomini (43% e il 21% di donne), mentre a livello generazionale è scelta principalmente dai baby boomers (32%) e generation X (30%), seguiti da millennials (25%) e generation Z (19%).
«Al pari di quanto avvenuto per altre bevande, anche nel caso della grappa l'e-commerce inizia a ritagliarsi un proprio spazio di mercato: il 9% dei consumatori ha acquistato grappa on-line, con valori superiori tra le generazioni più giovani (generation Z e millennials), donne e consumatori con una capacità di spesa alta. A conferma di ciò il prezzo medio del prodotto acquistato online è il doppio di quello venduto nei negozi fisi.» dichiara Emanuele Di Faustino, Senior Project Manager di Nomisma che ha curato la ricerca per Assodistil «Sebbene sia ancora una nicchia, l'interesse per il digital è comunque alto: il 15% afferma che inizierà ad acquistare grappa online nei prossimi mesi e ben 3 consumatori su 10 utilizzano il web per cercare informazioni sulla grappa» conclude Di Faustino.



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