Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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  Eventi Numero 77, Settembre 2009   
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Numero 76, Estate 2009 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 78, Ottobre 2009

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Stop all'Amarone a Basso Costo e Globalizzato


 
La crisi coinvolge le cantine italiane e le famiglie dell'Amarone rispondono raddoppiando la posta. In pieno trade down, mentre anche l'universo enologico cerca di comprimere progressivamente i prezzi (molto spesso a scapito della qualità del prodotto), dieci grandi famiglie della Valpolicella (Allegrini, Brigaldara, Masi, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant'Antonio, Tommasi, Zenato) si difendono facendo squadra in nome dell'Amarone.
Sul piatto, la strategia d'attacco della neonata associazione, che da sola vale il 55 per cento dell'intero valore dell'Amarone di qualità (più del 40 per cento del mercato totale): esclusività e qualità totale da difendere e promuovere per uno dei tre grandi vini rossi italiani tra i più conosciuti al mondo. «L'Amarone deve rimanere raro e caro - è questo il must annunciato a Roma dal presidente, Sandro Boscaini, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'associazione - stop quindi alle logiche low cost e all'omologazione del gusto per compiacere i palati anglofoni. La fortuna e il fascino del nostro vino sta nella propria identità, una personalità che si è cementata negli anni ed è frutto della sapiente arte di produttori specializzati e storici. Oggi noi vogliamo ribadire questi valori, senza condizioni».
Uno scatto d'orgoglio per difendere uno dei vini italiani che ha conquistato il mondo e sta godendo di un sorprendente apprezzamento all'estero (che assorbe il 70 per cento del mercato), con 10 aziende che vanno in controtendenza in un periodo di forte crisi di identità dei vini storici italiani. Così, infatti, se a Montalcino si discute da tempo se “ammorbidire” o meno il disciplinare del Brunello - e la stessa cosa accade per il Nobile di Montepulciano e per il Cirò, che alcuni vorrebbero rendere più “moderni” con una bella iniezione di vitigni internazionali - l'Amarone rilancia sulla qualità e sul carattere originario del prodotto. Obiettivo: non perdere la connotazione di vino esclusivo e necessariamente costoso, data l'originalità e l'artigianalità del delicato processo produttivo che implica un'accurata scelta delle uve, un lungo appassimento e invecchiamento in nobili legni. Per fare questo, l'associazione adotta sul piano tecnico un “disciplinare volontario”, che rende ancora più selettive le maglie del regolamento: grado alcolico minimo di 15 gradi, estratto secco più elevato, immissione sul mercato dopo almeno 30 mesi dalla raccolta, riduzioni o rinuncia unanime alla produzione nelle annate più sfortunate. Ne consegue una politica dei prezzi che, pur attenta al mercato, consideri gli alti costi richiesti da una viticoltura di qualità e dalla cura particolare che questo vino richiede. In altre parole, nessuna svendita in nome di una storia e di una qualità totale che non accetta di essere annacquata.
Già oggi l'Amarone di largo consumo, che si può trovare sui banchi del supermercato a prezzi decisamente bassi - e a tutto svantaggio della qualità e dell'originario carattere organolettico - supera in quote di mercato “l'autentico” Amarone, rappresentato in primis dai produttori della Valpolicella che si esprimono in questa Associazione. In particolare, preoccupa il costante aumento della produzione, che vedrà nel mercato 15 milioni di bottiglie nel 2011 quando l'attuale assorbimento è di circa 8 milioni. Buona parte di questo esubero di produzione proviene da aree e da operatori neo-convertiti all'Amarone al semplice scopo di prendere vantaggio dalla sua notorietà e appeal commerciale. Un danno esteso, questo, che intacca non solo il prodotto ma anche, e soprattutto, il territorio di riferimento del quale l'Amarone è simbolo e bandiera.
Per Boscaini: «Natura e tradizione hanno regalato alla Valpolicella un patrimonio unico anche in termini di marketing, grazie a una differenziazione di prodotti capace di presidiare diversi segmenti di mercato, dal semplice e beverino Valpolicella al più importante Valpolicella Classico Superiore, dal corposo Ripasso al sontuoso Amarone. Ma oggi si sta sciupando questa diversità con azioni avventate che confondono il consumatore e gettano nel discredito un intero territorio. Oggi una bottiglia di Amarone “da banco” - conclude Boscaini - si può trovare perfino a 10-12 euro, mentre un Amarone della Valpolicella degno di questo nome non ne potrebbe costare meno di 25». Stop alle imitazioni da bancarelle, dunque, perché la grandezza di questo vino non consiste nella semplice adozione di una tecnica di vinificazione, ma nella capacità di esprimere un territorio e la sua storia. Non a caso, tra i requisiti richiesti per l'adesione all'associazione - che apporrà un apposito logo in etichetta - ci sono il carattere familiare dell'azienda, una storia vinicola di almeno 15 anni (e le dieci aziende associate ne sommano complessivamente più di 1600), una presenza sul mercato con più di 20 mila bottiglie e un brand conosciuto in almeno 5 Paesi. I dieci campioni dell'Amarone sottolineano che l'Associazione è aperta e auspicano l'allargamento alle tante famiglie che possiedono i requisiti e hanno messo a frutto nelle colline della Valpolicella il patrimonio dell'arte antica che rende unico questo vino.

Il Fiano delle Puglie: Terza Tornata Accademica 2009

Avrà luogo in due tra le più suggestive località delle Puglie - Castel del Monte (Barletta, Andria, Trani) e Cellino San Marco (Brindisi) - la terza Tornata 2009 dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino, la principale istituzione nazionale del settore vitivinicolo. Oggetto delle relazioni e degli approfondimenti delle due giornate di lavori (25 e 26 settembre) sarà il Fiano nelle Puglie.
«Perché, dice il professor Antonio Calò, Presidente dell'Accademia, il Fiano nelle Puglie? Perché fin dai tempi di Federico II e di Carlo II d'Angiò (che ne piantò ben sedicimila viti a Manfredonia) le evidenze della sua coltivazione in questa regione sono notevoli, come confermano i Bollettini Ampelografici del Ministero dell'Agricoltura dal 1874 al 1888; ci fu poi un periodo di oscurità (come peraltro in Campania) e successivamente la ripresa, in Campania dovuta alla straordinaria intuizione dei Mastroberardino ma anche in Puglia il Fiano ha dimostrato e dimostra il suo altissimo pregio. Lo scopo della Tornata non è però assolutamente quello di aprire una concorrenza con le specialissime produzioni avellinesi, ma di contribuire all'affermazione di un nobile vino italiano». La Tornata sarà organizzata con la collaborazione dell'Assessorato Regionale all'Agricoltura con il contributo di importanti case vitivinicole locali.

A Montefalco il Sagrantino Wine Festival

Torna dal 17 al 20 settembre, la Settimana Enologica di Montefalco, nota anche come “Sagrantino Wine Festival”. Anche quest'anno l'evento prevede un fitto calendario di appuntamenti che, oltre alla tradizionale mostra mercato dedicata alle aziende del territorio, presenta in anteprima la nuova annata del Sagrantino (2006) e la nuova etichetta - tradizionalmente disegnata da un celebre fumettista di fama internazionale - propone laboratori del gusto con gli chef di “Jeunes Restaurateurs d'Europe”, degustazioni guidate e confronti con i grandi vini del mondo, visite guidate delle cantine, menu degustazione nelle enoteche del centro storico, workshop con la stampa, colazioni tra le vigne e passeggiate dei sapori a cavallo e in bicicletta lungo la strada del Sagrantino.
A questo si aggiungono gli aperitivi musicali nelle enoteche, gli spettacoli di musica classica (in collaborazione con Umbria Music Fest), il Sagrantino Film Festival, la rassegna cinematografica all'aperto tradizionalmente intitolata a un protagonista del cinema vicino al mondo del vino e dei sapori, le suggestioni folcloristiche legate alla festa della vendemmia e altri momenti di approfondimento, di intrattenimento e di meditazione, sempre in compagnia di un buon calice di Sagrantino.

La Virologa Ilaria Capua Vince il Premio Casato Prime Donne 2009

Ilaria Capua, una delle 5 “Revolutionary Minds” del mondo, fra le menti più brillanti della ricerca italiana, è la vincitrice del Premio “Casato Prime Donne” 2009. Riceverà il riconoscimento sabato 19 settembre a Montalcino durante una cerimonia che valorizza oltre alla “Prima Donna” anche chi fotografa, studia e divulga la terra del Brunello.
La dottoressa Capua è la scopritrice del virus dell'aviaria. Ha acquisito fama internazionale per aver rotto gli schemi della comunità scientifica internazionale con le sue convinzioni sull'accessibilità delle scoperte che lei ha reso immediatamente accessibili via internet. A lei si deve la costituzione di una banca dati che mette in comune le conoscenze degli studiosi di tutto il mondo e ha permesso al suo staff di isolare per primi il virus dell'influenza suina.
La Capua è dunque una personalità di statura mondiale e un esempio di professionalità e coraggio per tutte le donne. Il Premio “Casato Prime Donne” 2009 che le verrà assegnato, è stato dedicato alla scrittrice e giornalista Ilda Bartoloni scomparsa prematuramente lo scorso aprile. A lei si deve la trasformazione del premio in uno strumento di valorizzazione delle donne e soprattutto delle donne che operano in agricoltura. In occasione della premiazione le è stata intitolata una sala della cantina Casato Prime Donne in cui sono esposte, in modo permanente, le foto d'autore che hanno vinto la sezione fotografica del premio dal 1999 a oggi. Una sbalorditiva sequenza di 10 immagini dei territori dei vini Brunello e Orcia che racconta anche l'evoluzione culturale della foto di paesaggio dall'estetismo degli anni Novanta al post modern di oggi.
Il 2009 segna un grande avvicendamento nella giuria del Premio “Casato Prime Donne”. Sono rimaste la presidente Francesca Colombini Cinelli donna del vino e scrittrice, l'Onorevole ed ex Ministro Rosy Bindi, e le giornaliste Anselma dell'Olio e Anna Pesenti rispettivamente esperte di cinema e enogastronomia. A loro si sono aggiunte la giornalista Stefania Rossini, Anna Scafuri giornalista Rai dell'economia e del settore agroalimentare e l'economista e manager Daniela Viglione. Donne autorevoli, competenti e generose che, in modo diverso, lavorano in favore dell'equità sociale e della pari opportunità fra i generi. Nel suo insieme la Giuria del Premio Casato Prime Donne costituisce un formidabile team di cervelli da cui il territorio montalcinese si aspetta contatti e idee, qualcosa di utile alla progettazione del suo nuovo futuro.

Franciacorta: Vendemmia a Pieno Ritmo e Premesse per un'Ottima Annata

Ha preso il via lo scorso 5 agosto la vendemmia in Franciacorta, prima zona viticola italiana ad iniziare. I primi vigneti ad essere vendemmiati, negli scorsi giorni, sono stati i più giovani; il lavoro si sta ora spostando sui più vecchi e consolidati, i cui grappoli tendono a maturare qualche giorno dopo. L'ufficio tecnico del Consorzio ha stimato che saranno in tutto circa 213.000 i quintali di uva vendemmiata atta a Franciacorta (Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero), su una superficie rivendicata di 2.283 ettari (+4% rispetto al 2007). A causa del freddo durante la fioritura primaverile, quest'anno la produzione di grappoli si è ridotta del 7/8% rispetto al solito. Una diminuzione che però potrà portare ad un incremento della qualità, grazie anche alla riduzione delle rese del 5% votata all'unanimità dall'assemblea dei soci del Consorzio lo scorso 3 luglio.
«Abbiamo deciso di diminuire le produzioni per ettaro» spiega Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta «per garantire un livello altissimo: la maggiore concentrazione nell'uva rimasta fa quindi sperare in un risultato superiore in cantina, anche se è ancora presto per dare giudizi definitivi sulla qualità». Sono circa 3.000 le persone impegnate in vigna per questa vendemmia. Dopo la sperimentazione dello scorso anno torna il Voucher, che consente alle aziende di assumere lavoratori stagionali con una procedura molto più snella e veloce; un anno fa il limite di spesa per i voucher, di ogni singola azienda, era di 10.000 euro, oggi eliminato. Inoltre con questo sistema, oltre a casalinghe, studenti e pensionati (italiani, comunitari o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno), quest'anno il voucher può essere utilizzato per assumere anche lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. Una misura che dà la possibilità alle aziende di assolvere una funzione di solidarietà sociale proprio in un periodo come questo, di piena crisi per l'economia internazionale. L'ufficio tecnico del Consorzio stima che la vendemmia delle uve atte a Franciacorta si concluderà entro la fine del mese di agosto. A settembre inizierà la vendemmia delle uve atte a Curtefranca DOC.

 


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